Reclutamento docenti, l’idea della Lombardia farebbe bene alla scuola

«La soluzione proposta ha il merito di mettere finalmente responsabilità vere nelle mani dei dirigenti scolastici», scrive Stefano Blanco sul Corriere della Sera.

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«Nessuno meglio del dirigente scolastico dovrebbe conoscere i bisogni della scuola che dirige», è quello che scrive in un editoriale sulle pagine milanesi del Corriere della Sera Stefano Blanco, direttore generale della Fondazione Collegio delle Università Milanesi.

“Cambiare” è la parola d’ordine: Blanco sostiene che la misura intrapresa dalla Regione Lombardia sulla chiamata diretta di parte del personale docente vada su questa linea e abbia il merito «di mettere finalmente responsabilità vere nelle mani dei dirigenti scolastici». Si riferisce all’articolo 8 della legge regionale n. 7 del 2012, la cosiddetta “Cresci Lombardia”, che riguarda la possibilità, a titolo sperimentale e di intesa con il ministero dell’Istruzione, per i supplenti annuali di essere scelti da singole scuole o reti di scuole, e non in base alla graduatoria.

La proposta della Regione, che sarà vagliata nei prossimi mesi dalla Corte Costituzionale, entra nel merito del problema della valutazione e della scelta dei docenti e potrebbe risolvere, secondo Blanco, la “lampante” inattualità e inefficacia dei sistemi concorsuali italiani: «Nessuno con buon senso può pensare che graduatorie permanenti possano in qualche modo identificare le qualità di un insegnante, di un educatore».

In questo paese dove non esiste una reale valutazione dei docenti, «la soluzione proposta ha il merito di mettere finalmente responsabilità vere nelle mani dei dirigenti scolastici, di avere il potenziale di poter creare e far maturare uno stile educativo e metodologico condiviso e distintivo di ogni scuola». Ulteriore passo verso un sistema di reclutamento dei docenti migliore, scrive Blanco, è che ai dirigenti scolastici «si affianchi un rigido sistema di  responsabilità e controllo».

«Utile sarebbe se, per una volta, si provasse a ragionarne senza sovrastrutture politiche e avendo come fine le migliori condizioni educative per bambini e ragazzi, nient’altro», conclude Blanco, alludendo all’opposizione riscontrata a sinistra.

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