Rassegna stampa/2 Sallusti (Giornale): «In piazza c’erano il 5% delle donne che non vogliono Berlusconi»

Alessandro Sallusti legge per Tempi le notizie più importanti di oggi: «Nessuna novità, le donne in piazza erano 300 mila su sei milioni che non vogliono il premier; Futuro e libertà non è mai nato, non hanno un progetto politico e si scannano per le poltrone; il governo ha ottenuto la fiducia sette volte, niente ribaltoni quindi; la manifestazione del Dal Verme è da ripetere»

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Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale, ha selezionato per Tempi le notizie più interessanti della giornata: «Nessuna novità, le donne in piazza erano 300 mila su sei milioni che non vogliono il premier; Futuro e libertà non è mai nato, non hanno un progetto politico e si scannano per le poltrone; il governo ha ottenuto la fiducia sette volte, niente ribaltoni quindi; la manifestazione del Dal Verme è da ripetere in tutta Italia».

Ieri molte donne sono scese in piazza, in tutta Italia e non solo, per manifestare contro Silvio Berlusconi a favore della dignità femminile.

Non ci vedo nulla di particolarmente nuovo. Il fronte antiberlusconiano è composto da circa 12 milioni di elettori. Le donne che da 18 anni non vogliono Berlusconi sono circa sei milioni. In piazza ci saranno state in tutto 400 mila persone, molti erano uomini e ragazzi. Insomma, c’erano circa 300 mila donne della sinistra, cioè il 5% di quelle che alle urne dimostrano di non volere l’attuale premier. Non mi sembra niente di eccezionale. Le manifestazioni sono importanti e segnano una svolta quando sono segno di novità. In questo caso, non è successo.

Ieri è ufficialmente nato il partito di Gianfranco Fini Futuro e libertà.
In molti oggi hanno scritto che già in partenza è spaccato al suo interno.

Diciamo che non è mai nato, perché non c’è nessun progetto politico nuovo. Fini si basa sull’antiberlusconismo, che non è una novità, e non rappresenta né un’alternativa numerica né politica, visto poi che l’elettorato storico di Fini non è certo disposto a fare alleanze con la sinistra. Poi è vero che si è spaccato, anche perché al suo interno sono tutte persone ex An, ex Msi, che vivono di politica e quindi litigano per spartirsi le poltrone. Già oggi pomeriggio potrebbe esserci un’implosione.

Maroni ha detto che per continuare a governare ci vogliono i numeri in Parlamento e una situazione meno conflittuale.

Finché ha la maggioranza il governo va avanti. Ha già superato il voto di fiducia sette volte, ha appena approvato una riforma importante come quella dell’università. Il problema è nelle commissioni, non nell’aula. E’ inutile parlare o cercare di fare ribaltoni dopo che un governo incassa sette volte la fiducia. In più, nessuno adesso è disposto ad affrontare nuove elezioni.

Lei ha parlato dal palco della manifestazione contro i neopuritani al Dal Verme.

E’ stata una manifestazione simbolica e non muscolare. Ferrara ha rotto il tabù secondo cui il popolare liberale non si ritrova e non fa sentire la sua voce. Bisogna ripetere l’iniziativa, fare una road map per l’Italia, dando così segnali alla gente che anche noi possiamo alzare la voce.

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