Contenuto riservato agli abbonati

Casca il mondo

Rapporti protetti

Di Annalisa Teggi
06 Ottobre 2025
Il caso dei preservativi da distribuire ai detenuti del carcere di Pavia. La mamma che ha salvato la figlia dal suicidio afferrandola per i piedi
Mani di detenuti tra le sbarre di un carcere
Foto Depositphotos

Il Dap, Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ha fortemente criticato la scelta della direttrice del carcere di Pavia Stefania Musso di acquistare 720 preservativi da distribuire ai detenuti «a scopo terapeutico». All’origine di questa mossa ci sarebbe una premura sanitaria per contenere la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili. Chi si dichiara a favore del progetto sottolinea che il sesso nelle carceri è un tabù, ma bisogna farci i conti senza essere ciechi e omertosi. Sul fronte opposto, le critiche puntano dritto al tema della violenza, degli stupri dietro le sbarre, e alla possibilità nient’affatto remota di usare i profilattici per introdurre sostanze stupefacenti e altro materiale proibito tra i detenuti. Il tema sanitario su un piatto della bilancia e il tema della sicurezza sull’altro. È tutto qui? La parola che sentiamo ripetere spesso riguardo alla criticità del nostro sistema penitenziario è “sovraffollamento”. Resta un’immagine nebulosa per noi che no...

Contenuto riservato agli abbonati
Light
Il quotidiano online
per i nuovi abbonati
Digitale
Il quotidiano online
+ il mensile digitale
Full
Il quotidiano online
+ il mensile digitale e cartaceo
Tempi capisce, colpisce. Abbonati subito. Scopri l’offerta

Articoli correlati