Quelli che non sarebbero andati a vedere Juve-Barça

Questo è il paese dove si discute più di un rigore non dato oppure dato senza una ragione valida che del caso di Roberto Gagliardini

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Questo è il vostro paese, compagni, amici e bastardi di ogni genere e grado, un paese dove secondo i sondaggi i Five Stars sono (anche se un po’ in ribasso) il primo partito. E allora di che cosa ci stupiamo? Questo è il paese dove c’è gente che fa la grana e ha successo perché le persone finiscono in galera, questo è il paese dove c’è chi fa la grana scrivendo libri sui “costi della politica” buttando tanto fumo negli occhi del popolo bue che non capisce più dove, veramente, stia lo spreco. Questo è il paese dove si discute più di un rigore non dato oppure dato senza una ragione valida che del caso di Roberto Gagliardini.

Egli è un ragazzo che gioca nell’Inter. Fino a otto mesi fa in pochi lo conoscevano. Poi è esploso nell’Atalanta di sir Gasperson e a gennaio è passato all’Inter. Questo è il paese dove una sera Gagliardini viene chiamato da alcuni vecchi amici dell’Atalanta che gli dicono: «Andiamo a Torino a vedere Juventus-Barcellona, ci avanza un biglietto, vieni?». Cioè, scusate, ma voi non sareste andati? Dybala & Higuaín, Messi & Neymar, Iniesta & Khedira: belin, un partitone. Lui va, la tv lo inquadra e si scatena l’inferno. I soliti nani che in rete si credono giganti si fanno sotto, insultandolo: un giocatore dell’Inter non deve andare nello stadio della Juventus. Giustamente ha scritto Gianni Mura su Repubblica: «La prossima volta si registri la partita e vada in discoteca fino alle 4 del mattino».

Questa è l’Italia dove ci stiamo infilando, una nazione fondata sulla Rete. La Rete. Un luogo dove spadroneggiano i moralisti in servizio permanente effettivo, la stupidità regna sovrana e gli imbecilli sono il primo partito. E lo dico anche senza sondaggi.

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