«Quanto costa la vita di un bambino?». Donano 100 mila euro al Cav Mangiagalli e salvano dall’aborto 30 neonati

La direttrice Paola Bonzi racconta a tempi.it la storia di una donna che ha deciso nel suo testamento di donare i suoi soldi in beneficenza. Il figlio, invece di protestare, li ha offerti subito al Centro di aiuto alla vita

Trenta bambini nasceranno grazie alla generosità di una madre e di suo figlio, che hanno deciso di donare 100 mila euro a fine febbraio al Centro di aiuto alla vita Mangiagalli di Milano. Una storia di quelle che non si leggono spesso e che per Paola Bonzi, direttrice del Cav, ha una sola spiegazione: «Evidentemente c’è ancora qualcuno che giudica importante che i bambini nascano invece che essere abortiti», dichiara a tempi.it.

«PERCHÉ ASPETTARE?». Tutto è cominciato quando un’anziana donna mantovana ha fatto testamento e ha deciso di lasciare 100 mila euro in beneficenza. Il figlio, che avrebbe potuto contestare la decisione per intascare personalmente quella somma ingente, ha saputo da un sacerdote dell’esistenza del Cav Mangiagalli e ha deciso di incontrarne i responsabili.
«Si è messo in contatto con noi poco prima di Natale», racconta Bonzi. «Io l’ho saputo alla vigilia di Natale. Ci siamo visti e quando questo signore, che vuole assolutamente restare anonimo, è venuto a conoscenza delle nostre difficoltà economiche, mi ha detto: “Perché dobbiamo aspettare la morte della mamma? Possiamo disinvestire dei soldi e farvi avere subito i 100 mila euro”. Li abbiamo ricevuti a fine febbraio e con il fondo Nasko bloccato e che fa acqua da tutte le parti abbiamo usato questi soldi per aiutare 30 donne e far nascere 30 bambini. Trenta vite venute al mondo grazie a questa donazione».

FONDO ANTI-ABORTO. Nonostante nel luglio 2013 Regione Lombardia abbia deciso di rifinanziare il fondo Nasko con 4,2 milioni di euro, da febbraio 2014 è tutto bloccato a causa dell’assessore leghista alla Famiglia Cristina Cantù, che vuole rivedere i criteri con cui si assegnano le risorse secondo logiche anti immigrati e dimezzare lo stanziamento.
«Il fondo Nasko permette a dei bambini di venire alla luce», afferma Bonzi (foto a fianco). «È un vero e proprio fondo anti-aborto e se i politici non lo vogliono rifinanziare è solo perché della vita nascente non gliene importa nulla».

«OGGI È UNA TRAGEDIA». La donazione inaspettata, che «ha fatto nascere tra noi, questo signore e la madre una bella amicizia», è arrivata dunque in un momento critico: «Oggi è una tragedia e per questo siamo ancora più grati a queste persone. Ho appena finito un colloquio con una donna: si è già prenotata per abortire perché il padre non ne vuole sapere, lei ha già un altro bambino e da sola non ce la fa. Io le ho offerto il nostro aiuto, che significa un progetto da quattromila euro. Speriamo che così non abortisca».

«QUANTO COSTA LA VITA DI UN BAMBINO?». Il Cav Mangiagalli non riceve un soldo dall’11 febbraio «e stiamo andando avanti da soli, ad esempio con questa donazione. Altrimenti non sapremmo come fare. Un bambino che non nasce, non manca solo alla madre ma a tutta la società. Noi siamo rimasti sorpresi da questo signore che ha rinunciato a un’entrata di 100 mila euro che poteva essere sua per darli a noi. E così ora possiamo aiutare queste donne. Io non ci dormo la notte all’idea che una donna come quella con cui ho appena parlato non riesca a far venire alla luce suo figlio per tremila euro. Quanto costa la vita di un bambino?».