«Quali sono le sue priorità signor Presidente?». Anche Le Monde attacca il disastroso Hollande

Il giornale di sinistra che da sempre appoggia il presidente socialista, ora critica la sua disastrosa politica economica che nessun provvedimento cosmetico sui temi etici può nascondere

Se c’è un giornale che spalleggia Francois Hollande e che appoggia tutte le decisioni che prende, soprattutto in materia di temi etici, questo è Le Monde. Eppure l’editoriale di oggi, intitolato «Quali sono le sue priorità signor Presidente?», non ignora il disastro economico a cui sta andando incontro la Francia e che nessun “progresso”  nei diritti civili può nascondere.

«NON CONVINCONO NESSUNO». «Francois Hollande e il suo ministro dell’Economia Pierre Moscovici non convincono nessuno. Né in Francia né in Europa. E c’è un motivo: i risultati non combaciano con gli annunci», comincia l’articolo. E giù la riproposizione impietosa di una relazione presentata pochi giorni fa dalla Corte dei Conti: il debito pubblico non diminuisce, anzi, a fine 214 dovrebbe «infrangere il muro dei 2000 miliardi di euro».
Poi cita le previsioni «allarmanti» della Commissione europea, rese pubbliche il 25 febbraio: il patto di stabilità prevedeva che il deficit della Francia rientrasse al 3,6% del Pil nel 2014 per poi arrivare al 3% nel 2015. Le previsioni, però, dicono che quest’anno resterà al 4% e scenderà al 3,9% nel 2015.

«PESANTE INIEZIONE DI TASSE». Certo, continua il Le Monde, «il governo può chiedere ancora una dilazione di tempo» ma sarebbe «scommettere in modo sempre più improbabile sulla pazienza illimitata dei partner economici europei». Inutile è anche «sperare in un ritorno della crescita» e nell’aumento del Pil, che sono «lontani».
Ma non è finita qua, «resta il punto più doloroso»: la «pesante iniezione di tasse da tre anni a questa parte che ha oltrepassato i limiti. Ha portato a una disperazione generalizzata e controproducente dal momento che le ricette portano a risultati sensibilmente inferiori rispetto a quelli previsti».

«QUALI SONO LE PRIORITÀ?». E quindi? Hollande ha promesso di «tagliare le spese per 50 miliardi» ma «Bruxelles e la Corte dei conti credono solo a ciò che vedono: e non vedono le riforme strutturali in grado di realizzare questo obiettivo, risanando in profondità i nostri conti pubblici». Agli amici di Hollande, come Le Monde, non basta più che queste magagne vengano coperte a suon di matrimoni gay, uteri in affitto e fecondazioni assistite perché il paese va a rotoli: «La questione lancinante è: al di là degli annunci, quali sono le sue priorità, signor Presidente?».