La nostra presidente del Consiglio può smarcarsi dall'isolamento cui la vogliono costringere Scholz e Macron. Usando il Mes e i dazi sulle auto elettriche cinesi. E, extrema ratio, strizzando l'occhio alla Cina
Da sinistra, Giorgia Meloni, Charles Michel, Emmanuel Macron e Olaf Scholz, al G7 di Hiroshima, Giappone, 19 maggio 2023 (foto Ansa)
Il governo di Giorgia Meloni può uscire dall’isolamento europeo al quale la vorrebbero costringere Martin Scholz, Emmanuel Macron e Donald Tusk? Il Consiglio Europeo del 27-28 giugno sancirà la distribuzione delle cariche apicali delle istituzioni europee secondo i desiderata della “maggioranza di governo” della Ue rappresentata da popolari, socialisti e liberali? Per non contaminarsi coi voti di alcuni partiti del gruppo dei Conservatori e riformisti (Erc) la maggioranza si allargherà al soccorso dei Verdi?
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La risposta alla prima domanda è sì. La risposta alla seconda e alla terza è che la formulazione delle stesse prende per buone premesse fallaci: non è mai esistita una “maggioranza di governo” della Ue costituita da Ppe, S&D e Renew Europe; e il voto dei Verdi non rappresenterebbe un soccorso di emergenza per tenere fuori le destre, ma un gesto politico in continuità con il quinquennio ...
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