Quale fatto ti ha cambiato la vita?

La domanda di una pubblicità mi ha costretto a rispondere. Per me è stato l’incontro con don Giussani

Caro direttore,in questi giorni mi è capitato di leggere, in una piazza di Milano, un grande manifesto pubblicitario di una famosa compagnia aerea europea (una di quelle che vorrebbe papparsi Alitalia con pochi centesimi), nel quale si ponevano ai lettori alcune suadenti domande, che presupponevano una risposta positiva nei confronti della suddetta compagnia. Una di queste domande, più o meno, chiedeva quale fosse quel fatto che il destinatario del quesito ricorda ancora dopo ben venti anni. La risposta che si voleva indurre, evidentemente, riguardava un viaggio aereo fatto con quella compagnia. Malgrado la tendenziosità della domanda, mi sono posto anch’io personalmente tale domanda, anche perché non ho mai viaggiato con quella compagnia.

Ho considerato, innanzi tutto, che il termine dei venti anni dimostra la limitatezza di orizzonte della domanda ed ho pensato che la vera domanda dovrebbe essere questa: “Qual è quel fatto che ricordi per tutta la vita?”. Cioè quale è quel fatto che ti ha talmente sconvolto da divenire indimenticabile? E da essere, quindi, ancora attuale nella propria esistenza? Mi sono posto, allora, questa domanda e la risposta mi è arrivata subito. Il fatto per me indimenticabile ed avvenuto molto più che vent’anni fa è costituito dal mio incontro con l’esperienza cristiana, cioè con la chiamata di Cristo e con l’appartenenza alla Sua Chiesa, grazie all’impatto con la presenza forte e caritatevole del Servo di Dio don Luigi Giussani, che ho avuto come insegnante di religione per i tre anni del liceo classico, che ho frequentato al Berchet di Milano.

Insieme ad altri 27 amici della mia stessa generazione, ho già avuto modo di raccontare l’esperienza di quell’incontro nel libro edito dalla Jaca Book ed intitolato Ho trovato quello che stavamo cercando, che vale la pena, credo, di leggere.

Caro direttore (e fratello, per quello che ad entrambi è successo nella vita), in questa breve lettera desidero solo sottolineare, appunto, che quell’incontro, totalmente gratuito ed inaspettato, ha retto alla possibile usura del tempo in modo assolutamente gratuito, grazie alla appartenenza continua alla compagnia dei fratelli che hanno fatto lo stesso miracoloso incontro. Ed oso scriverti nel giorno della Santa Pasqua perché ho pensato che questa è la sessantesima Pasqua che vivo in modo cosciente e libero dopo quell’incontro, grazie alla continua educazione ricevuta ed ai gesti che la comunità mi ha sempre invitato a seguire, in particolare durante la settimana Santa.

Non posso che esprimere assoluta gratitudine per quello che mi è successo, insieme al quotidiano stupore che tutto sia avvenuto malgrado le mie debolezze ed i miei errori.

Ringrazio anche l’interessata domanda della compagnia aerea, la quale, inconsapevolmente, mi ha indotto a fare ancora una volta memoria del fatto principale accadutomi nella mia vita. Siccome è indimenticabile, esso suggerisce ancora oggi la strada da percorrere e le responsabilità da assumere. E su questa strada si rimane sempre giovani, come se l’incontro fosse avvenuto ieri, anzi oggi. Infiniti auguri di Buona Pasqua.

Peppino Zola