Meritava di più di un passaggio in sala di mezza estate la ghost story di Soderbergh. Il film cult della settimana è “Re per una notte”. I flop “La ragazza di Trieste” e “Oblivion”
Il testo che segue è tratto dalla puntata settimanale di “Cinema Fortunato”, la newsletter di recensioni cinematografiche riservata agli abbonati di Tempi. Abbonati per riceverla ogni giovedì.
Legenda: ★★★★ pazzesco | ★★★ ci sta | ★★ ’nzomma | ★ imbarazzante
Presence ★★★
Di Steven SoderberghDove vederlo: al cinema
Buona ghost story, girata tutta in soggettiva dal buon Steven Soderbergh, autore assai prolifico ed elegante. Ha un bello stile e una buona confezione che nasconde i limiti di budget (si parla di 2 milioni di dollari di spesa per un film di questo genere che in media ne costa dieci volte tanto). Sceneggia David Koepp che ha alle spalle notevoli sceneggiature, da Carlito’s Way al più recente e bello Black Bag, sempre di Soderbergh. Alla fine, è un buon esercizio di stile con finale a sorpresa: tutto girato in interni, tranne un’unica sequenza. Buttato a fine luglio nei cinema, come un qualsiasi film di serie B, avrebbe meritato miglior fortuna.
La ragazza di Trieste ★
Di Pas...
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