Pontelangorino. «Non trascuriamo la nostra responsabilità educativa»

Uccidere nel sonno i genitori con un’ascia. Il messaggio dell’arcivescovo di Ferrara in seguito al duplice omicidio perpetrato da due giovanissimi

Pontelangorino (Ferrara). Riccardo Vincelli, 16 anni, aiutato da un amico di 17, cui aveva promesso 1000 euro, ha ucciso i propri genitori: Salvatore, 59 anni, e Nunzia Di Gianni, 45. I due ragazzi li hanno colpiti nel sonno con un’ascia e soffocati con un sacchetto di nylon nero legato con del nastro adesivo. Poi hanno inscenato una finta aggressione, ma sono stati subito smascherati. A quanto pare, il movente sarebbero stati i frequenti rimproveri dei genitori a Riccardo per il suo rendimento scolastico. Qui di seguito riportiamo il messaggio che monsignor Luigi Negri ha inviato ai fedeli della sua diocesi.

Carissimi figli e figlie della chiesa particolare di Ferrara-Comacchio,
mentre vi scrivo questo messaggio debbo confessarvi che, per la prima volta nella mia lunga vita, avverto un dolore e un disagio talmente profondi da farmi toccare con mano quanto solo la fede possa impedire la disperazione. Quello che è accaduto fra di noi, nello spazio della convivenza civile dei nostri paesi di provincia, è l’irruzione incredibile di una mentalità talmente diabolica da distrugge qualsiasi sentimento di umanità e di amore.

Ciò che è stato premeditato e perpetrato in maniera impietosa ci mette davanti un lembo innegabile di inferno, ovvero la perdita totale del senso della dignità umana e dei valori fondamentali su cui può essere costruita la vita personale e quindi la vita dell’intera società.

Ci si sente inermi e impotenti di fronte ad una così cruda realtà, all’irruzione così violenta del male che può ghermire le menti dei giovani e farli diventare assassini.

Lasciatemi dire anche, però, soprattutto ai genitori, quello che ho più di una volta ripetuto: non è più tempo per trascurare la nostra responsabilità educativa, non possiamo lasciare che i giovani crescano senza nessuna regola, senza nessun ideale, convivendo con i genitori esclusivamente sulla base di interessi e di problemi materiali.

La famiglia e la chiesa, così gravemente colpite da quello che è accaduto, devono riprendersi. Non posso negare infatti che questi ragazzi, poco o tanto, hanno frequentato le nostre attività parrocchiali e partecipato, almeno sporadicamente, a qualche momento formativo. Evidentemente dobbiamo fare tutti molto di più e molto meglio.

Non lasciamo da soli i giovani, perché possono diventare facile preda di una mentalità assolutamente disumana e anticristiana.

Riprendiamo, o ricominciamo, il cammino educativo. Aiutiamoci reciprocamente, famiglia, società e chiesa, a non perdere il passo con i nostri giovani, facendo loro quelle proposte alte di vita nuova che sole costituiscono l’unico vero antidoto all’egoismo dissennato che rende gli uomini schiavi di una mentalità consumistica e quindi violenta.

Sono vicino a tutti i nostri fratelli e sorelle della comunità di Pontelangorino; vorrei essere con loro nella manifestazione programmata per sabato ma, nell’eventualità che non possa essere presente, vi invito a leggere e a meditare questo messaggio che estendo a tutta la mia amata Arcidiocesi, perché ciò che è accaduto riguarda tutta la Diocesi, ed è una ferita inferta al suo cuore. Per questo la invito a non perdere la coscienza della sua identità e della sua responsabilità educativa.

Dolorosamente, come non mi è mai accaduto prima, vi impartisco di cuore la mia benedizione, chiedendo – soprattutto alla Madonna delle Grazie – che trasformi la disperazione in un dolore utile per il bene di tutta la comunità ecclesiale e civile.

+ Luigi Negri
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Abate di Pomposa

Foto Ansa