Politicamente corretto (o grottesco?) L’Onu contro i folletti neri di Babbo Natale: «Sono razzisti»

Al Palazzo di Vetro non piace il San Nicola olandese e i suoi accompagnatori dalla pelle scura, che arrivano in Olanda a metà novembre per portare regali ai bambini. E ora ne chiedo l’abolizione

Per gran parte del popolo olandese è la tradizione più amata del periodo natalizio. Ma il Sinterklaas non piace, invece, all’Onu, che martedì attraverso la Commissione per i diritti umani ha espresso il suo giudizio paradossale su questa festa, considerata addirittura «razzista».
Cosa potrà avere mai di discriminatorio una vecchia festa tanto attesa dai bambini? Gli accompagnatori di Santa Claus. Ebbene sì, i folletti di Babbo Natale fanno paura al Palazzo di Vetro, che ora chiede l’abolizione della festività. Che è l’eredità di una vecchia tradizione dove il protagonista, Sinterklaas, arriva a metà novembre nei Paesi Bassi a bordo di una barca a vapore per portare regali ai più piccoli, scortato da alcuni aiutanti, detti “Zwarte Piet”, Pietro il Moro, dalla faccia pitturata di nero, labbra rosse carnose e parrucca riccia.

«CONCEZIONE COLONIALE». Tutte caratteristiche che però ora sono messe alle corde dai delegati del Palazzo di Vetro, che non avendo evidentemente cose più urgenti di cui occuparsi, ora intendono bloccare la festività di San Nicola, tanto per i tratti razziali troppo netti del personaggio quanto per il suo ruolo nella scena, quello cioè di aiutante.
«Non riusciamo a capire perché gli olandesi non riconoscano che questo è un ritorno alla schiavitù e che nel XXI secolo questa festa deve finire», sono le parole di Verene Shepherd, presidente della Commissione. «Il personaggio, un bianco colorato di nero del XVII secolo, rappresenta una concezione dell’uomo nero ereditata dal periodo coloniale».

«È NERO, LO DICE ANCHE IL NOME». Ma la reazione degli olandesi alle dichiarazioni dell’Onu è stata rabbiosa: perché il Sinterklaas è solo una festa per bambini, che ha alle spalle una lunga tradizione ed è amata da tutti, senza creare divisioni o rivendicazioni di alcun genere. Addirittura, un’emittente pubblica ha recentemente prodotto un cartone per la tv dedicato alle avventure di Sinterklaas e dei suoi aiutanti, che è stato pure mostrato nelle scuole.
E così dalle parti di Amsterdam non ci stanno e chiedono che nessuno tocchi la parata: in meno di un giorno la pagina Facebook che difende i “Black Pete” ha raggiunto già 2 milioni di like. Qualche voce fuori dal coro c’è, e gli oppositori degli “Zwarte Piet” chiedono il sacrificio della tradizione in nome di una società che cambia: l’Olanda diventa sempre più multiculturale e deve saper rispettare tutti. Non è d’accordo però il primo ministro, Mark Rutte, il cui giudizio è stato lapidario: «”Pietro il Moro”, il nome lo dice già di suo: è nero».