Piattaforma Milano, l’alternativa al fighettismo arcobaleno di Sala e della sinistra

Una proposta politica nuova, alternativa alla sinistra e all’amministrazione di Beppe Sala ma diversa dalla Lega. Intervista a Matteo Forte

Una proposta politica nuova, alternativa alla sinistra e all’amministrazione di Beppe Sala ma diversa dalla Lega. È la sfida di Piattaforma Milano, il coordinamento politico di forze liberali e popolari che punta a «rigenerare il centrodestra in città, coinvolgendo realtà sociali e corpi intermedi in vista delle Comunali del 2021». Così Matteo Forte, consigliere comunale di Milano Popolare, spiega a tempi.it la genesi e gli obiettivi dell’iniziativa nata da Energie per l’Italia, Forza Italia e Milano popolare.

PORTA VENEZIE E IL BOSCHETTO DI ROGOREDO

Le tre forze si sono riunite il 19 gennaio al Teatro Parenti per fare un bilancio della prima metà mandato di Sala. «Il sindaco insegue i grandi eventi come le Olimpiadi o la conquista della sede dell’Ema. Tutte cose condivisibili», continua Forte, «peccato che a parte questo non faccia nulla. Continua a vivere di rendita grazie a quanto è stato fatto e progettato in passato, si preoccupa di andare sui giornali promuovendo una Milano aperta e progressista, ma dei problemi concreti della città non si cura affatto».

Emblematico da questo punto di vista il caso “Porta Venezia”: il sindaco «ha implorato» la Nike di lasciare le bandiere arcobaleno all’interno della metropolitana, invece di affiggere le proprie pubblicità. Nike ha accettato, precisando però che pagherà di conseguenza 100 mila euro in meno. Sala ha rinunciato a cuor leggero a questa cifra «senza pensare all’Imu e alla Tari alle stelle, alle emergenze cittadine, agli ampi strati di nuova povertà e disagio in periferia».

Come ad esempio il “boschetto” di Rogoredo, diventato tristemente famoso per l’attività illegale di spaccio e consumo di droga: «È un esempio di scarto urbano, si preferisce concentrare in quella zona persone considerate come scarti impossibili da recuperare», continua Forte. «Ma anche quando abbiamo discusso il piano delle attrezzature religiose all’interno del Pgt, Sala non si è visto in Aula. In compenso liscia il pelo a chi occupa abusivamente, come faceva il suo predecessore Giuliano Pisapia».

IL VOTO DEL 31 MARZO

È per contrastare concretamente il fighettismo arcobaleno con cui Sala amministra la città che nasce Piattaforma Milano, che il 31 marzo metterà in palio le sue cariche più importanti: portavoce e direttivo saranno scelti dagli elettori con un voto, anche online, su liste concorrenti. «È ora di ripensare il ruolo dell’amministrazione pubblica», conclude Forte. «Bisogna coordinare le realtà del mondo economico e sociale, del non profit e del terzo settore, per aiutarle a operare nella società, ringraziandole e senza massacrarle di tasse. Piattaforma Milano è il primo passo».

Foto Ansa