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Parole perse / Limite. Il pianto di Jessica Moretti era sincero. Se n’è accorta?

Di Pier Paolo Bellini
08 Febbraio 2026
Non era per le vittime a Crans-Montana: era per il crollo di tutto. La vittoria irreparabile del limite sui suoi brillanti progetti: in questo il suo pianto è sincero. Occorrerebbe che durasse
Jessica Moretti, proprietaria del locale Constellation di Crans Montana, entra in procura a Sion
Jessica Moretti, proprietaria del locale Constellation di Crans Montana, dove per un incendio a Capodanno hanno perso la vita 40 persone (foto Ansa)

Immagino che perderò la stima di molti lettori affermando che il pianto televisivo di Jessica Moretti, responsabile della morte di 40 giovani a Crans-Montana durante la festa di capodanno, fosse “sincero”. Lei che è stata vista allontanarsi con la cassa dei soldi durante l’incendio, e che ha dichiarato: «È una tragedia inimmaginabile… Voglio scusarmi… Non avremmo mai potuto immaginare una cosa del genere»… è inescusabile. Ma il suo pianto era sincero. Non era per le vittime (anche se forse intendeva mostrarlo): era per il crollo di tutto, senza preavviso, senza appello. La vittoria inappellabile e irreparabile del limite sui suoi brillanti progetti, brutale e devastante (lei così bella prima e così brutta dopo): in questo il suo pianto è sincero. Occorrerebbe solo che durasse.  Una civiltà è caratterizzata, definita e valutabile principalmente in base al suo rapporto con il limite: è da qui che nasce tutta la sua cultura. L’asticella di questo rapporto si sposta come le culture che ess...

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