La perfetta trinità contemporanea: figlio, genitore 1 e genitore 2

Nel migliore dei mondi possibili tutto, infatti, è possibile. Non si nasce più dall’amore di un uomo e di una donna. Ma dall’amore di individuo 1 e individuo 2

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7162555515060404770Osservate questa foto.

C’è un bimbo appena nato.

È uno scatto famoso che può ben spiegare cosa sia successo ai gemellini incappati nella civiltà progredita per via di una sentenza: quella del tribunale di Trento (e poi a Firenze e Roma) che ha riconosciuto loro un padre e poi ancora un altro padre.

Osservate intanto la foto. Anche a loro è accaduto – appena nati – la stessa cosa.

Il bambino è attaccato al seno, e però è una tetta piatta e pelosa. Quella di un uomo.

Accanto al fantolino e al suo papà c’è il secondo padre. E sono la perfetta trinità contemporanea: figlio, genitore 1 e genitore 2.

Di lato, remota, si scorge la fattrice che ha gestito nel proprio ventre questo bambino, ma è già fuori scena. Nel migliore dei mondi possibili tutto, infatti, è possibile.

Non si nasce più dall’amore di un uomo e di una donna. Ma dall’amore di individuo 1 e individuo 2.

Un figlio può dunque avere due padri e nessuna madre. Se non surrogata. È la fabbrica dei desideri.

L’ovulo di una donna si mette nell’utero di un’altra donna.

Un terzo ospite ci mette uno sputacchietto di sperma e un quarto – giustamente emozionato – prepara la culla.

Basta pagare e la scienza può fare tutto.

Anche creare la vita in laboratorio.

In tutte le varianti. Due madri, un figlio, nessun padre. Se non per tramite di provetta. In vitro si risolve la catena complicata della natura, per fare un albero forse ci vorrà pure un fiore, ma ogni desiderio fabbrica un diritto.
La maternità surrogata è equiparata a una donazione d’organi.

A Trento, la magistratura, ha riconosciuto la paternità a due padri.

Sono genitori a pieno titolo, ben più del dimenticato utero, perché il determinato periodo storico – il migliore dei mondi possibili – non è certo un medioevo.

Il Quarto Stato in marcia per avere pane e lavoro è sostituito oggi dal Ceto medio riflessivo nella sfilata del Gay Pride.
Siamo pieni di diritti civili. E non esiste che un esito, un bel Rinascimento tutto di diritti civili contro il ritorno dei Secoli bui delle garanzie sociali.

La vecchia talpa della storia ha ben scavato: ma di mammo ce ne sarà mai uno solo?

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