Per una rinascita popolare dell’Europa

Incontro a Bruxelles con Costali (Mcl), Salini (Fi) e il presidente Tajani. «Il Ppe rimane la soluzione più affidabile»

Bruxelles. La politica, quella europea e delle scelte di campo nell’imminente decisivo voto che può segnare il futuro stesso dell’Unione, ha progressivamente conquistato la scena al seminario di studi, organizzato dal Movimento Cristiano Lavoratori ed Eza, ieri e oggi a Bruxelles, su “Le nuove politiche di inclusione sociale: il dialogo sociale, la partecipazione dei lavoratori e la lotta alla disoccupazione giovanile”.
Culminata con quello del presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani, sono state numerosi i passaggi al convegno di esponenti della delegazione italiana nel gruppo europopolare: Lorenzo Cesa e Giovanni La Via (ieri), Massimiliano Salini (oggi).

L’unica possibile scelta

Chiara, d’altronde, è l’opzione per il Ppe da parte del Mcl. Un’indicazione che guarda all’orizzonte e alle sfide continentali, invitando a scegliere, senza farsi frenare da politicismi provinciali, il riferimento italiano della famiglia politica che sta all’origine della costruzione della casa comune europea. Altrettanto netto, nelle parole del presidente Carlo Costalli, il biasimo sulle modalità e risultanze del muoversi sulla scena internazionale dei due soci dell’italica maggioranza giallo-verde: «Le improbabili e pericolose alleanze che Lega e M5S stanno tentando di tessere in Europa nel tentativo estremo di superare il rischio di una definitiva condanna all’irrilevanza politica in campo internazionale, dimostrano una volta per tutte che il Ppe rimane la soluzione più affidabile e vicina al sentire del popolo italiano: l’unica possibile scelta».

Ripartire dal lavoro

Un Ppe che deve certo rimarcare un cambio di passo e di originalità, come già evidenziato e richiesto dal presidente Costalli nell’appello “Sì all’Europa, per farla”, lanciato con Giancarlo Cesana. 
Per dirla con Massimiliano Salini, «tra il partito dell’austerity e quello della crescita, che sembrano contendersi il futuro dell’Europa manca qualcosa al centro, cioè la consapevolezza di poter determinare una crescita sostenibile che rispetti la dignità della persona. In un mercato, dunque, abitato da persone responsabili. Per fare politica da cattolici in Europa oggi bisogna ripartire dal lavoro: ed è questa la nostra priorità. Perciò – ha concluso – il lavoro non può essere considerato un peso da cui “liberare” gli italiani sostituendolo con forme di assistenza di Stato assolutamente irrispettose della dignità della persona».

Una forza popolare

Mettere al centro la persona, puntando su sussidiarietà ed economia sociale di mercato, è l’alternativa che anche il presidente Tajani indica, con la costruzione di una forza autenticamente popolare, alternativa alle sinistre ma anche agli eccessi dei populisti. Uno spazio aperto e inclusivo alle forze sociali, Mcl in primis. «Il contributo di questo movimento da sempre impegnato a combattere i problemi del lavoro che affliggono il nostro Paese, rappresenta un sostegno fondamentale all’area popolare in vista delle elezioni al Parlamento Europeo». Non solo, ha continuato Tajani: «credo fortemente che questa condivisione di intenti possa costruire un’alternativa credibile al governo giallo-verde per il futuro dell’Italia».