Pensavamo di aver vissuto per 18 anni nella California lombarda, invece doveva essere la Corea del Nord

Dei quasi vent’anni di Lombardia-California vogliono farci dimenticare tutto. Ma proprio tutto. Siete stati bene? Resettate ogni memoria e fate sparire le foto

Dei quasi vent’anni di Lombardia-California vogliono farci dimenticare tutto. Ma proprio tutto. Siete stati bene? Avete goduto di una qualità di amministrazione più che obamiana? Resettate ogni memoria e fate sparire le foto. Adesso l’interpretazione di 18 anni di bell’epoque dev’essere questa: associazione a delinquere. Le chiavi di lettura che ci propongono le narrazioni del “caso Formigoni” rasentano la follia. Una follìa lucida, però. Il 24-25 febbraio si vota. E la Lombardia è l’Ohio. Devono cercare di prenderla. In tutti i modi. È in palio il governo di Roma. E l’asse Bersani e Monti. Ci riusciranno?

In effetti, lo squadrone della morte per via mediatica-giudiziaria fa quello che è giusto fare: costruire mostri. Metti che il teorema gli crolli addosso in fase processuale? E chissenefrega. Intanto per adesso i mostri sono mostri. E vengon buoni alla campagna d’assalto al territorio che da quarant’anni resiste alla conquista dei lanzichenecchi in livrea.

D’altra parte, mica si può mettere alla gogna e inseguire con la bava alla bocca (come adesso fanno con Formigoni) un Governatore che i quarantamila lavoratori dell’Ilva li aveva sotto casa e lui, grande difensore dei lavoratori, nulla ha mai fatto sebbene sia nelle prerogative del Governatore legiferare e prendere provvedimenti in materia di lavoro, salute, ambiente.

D’altra parte, uno dei più grandi dilapidatori di sostanze pubbliche, rimane lì, intoccabile e incrollabile signorotto di Castel dell’Ovo, a godersi le macerie del grande “Rinascimento” che la grande e bella e progressista stampa nazionale ha cantato durante tutto il tempo che è durato il grande regno (1993-2010) dove il sole mai tramontò. E, a dire il vero, mai tramontò neppure la visione della spazzatura per le strade, il proliferare della criminalità organizzata,  la realtà mortifera di un territorio appestato da centinaia di discariche clandestine, una sanità ridotta a miliardi di rosso, debiti insolvibili, amministrazioni pubbliche che non hanno più i quattrini neanche per far marciare gli autobus, le autoambulanze, le sirene della polizia…

Insomma, s’è vista in Lombardia una milionesima parte di ciò che si è visto in Campania o all’Ilva di Taranto? Associazione a delinquere quassù. Rinascimento laggiù.

Oggi è diverso? Ma certo. A Napoli c’è il fiammeggiante Napoleone Luigino De Magistris, eroe di “rivoluzione civile”. Ed eccolo là, dopo che gli amici dell’antipolitica e dell’anticasta lo hanno celebrato come il Signore della Resurrezione di Napoli, a fare il sindaco-riempitore di navi che trasferiscono la spazzatura partenopea in Olanda. A far pagare alla collettività l’obolo dello smaltimento dei rifiuti più antieconomico che c’è al mondo. In Lombardia siamo colpevoli di avere gli inceneritori e un’amministrazione che ha funzionato bene per troppi anni. Associazione a delinquere.

Hanno messo gli Ingroia all’industria dell’antimafia. E i Saviano al ministero delle partecipazioni statali all’antiqualcosa. Però, avete mai visto procure e stampa scatenate contro le amministrazioni fallite dei compaesani di Saviano e Ingroia? Lo scatenamento mediatico di tutti i sensi della giustizia arriva quando le regioni passano al centrodestra. Ché, quando scoppia il sistema Siena-Mps, un bubbone grande come 23 miliardi, per favore, dice autorevolmente il Capo dello Stato, evitate di disturbare le indagini con il “cortocircuito mediatico-giudiziario”.

Hanno fatto dell’Italia una Cartagine seppellita sotto il sale delle comiche di Crozza e Benigni. Ma dove starebbe il male assoluto da sradicare? Starebbe nella regione in cui anche se qualcuno dovesse essere condannato per ruberie e Formigoni per vacanze a sbafo, l’amministrazione pubblica non soltanto non ha distratto i denari della collettività, ma ha costruito l’unico sistema di governo italiano che non è tecnicamente fallito, che resiste all’inverno della recessione, che è all’altezza di un civiltà che si chiama Europa.

Ma così è, se vi pare. Devono saltare addosso a Formigoni, farne bottino e cancellare dalla memoria popolare e dall’informazione corretta quella parte del Paese che, grazie a Formigoni, mentre l’altra affondava sotto i circhi Veltroni, le pochade Bassolino, la cortina di ferro&appalti blindati delle regioni rosse, conquistava eccellenza su eccellenza, andava in giro per il mondo come una nazione indipendente, costruiva infrastrutture e autostrade, faceva crescere i propri figli in scuole libere e qualificate, liberava le imprese da lacci  e lacciuoli.

Però adesso loro sono qui. Come le famose truppe tedesche alla vigilia dell’Anschluss dell’Austria. Pronti ad annettersi la Lombardia per portarsi via in neostatalismo e patrimoniali una società libera, aperta, industriosa. Ci riusciranno? Una bella scommessa. Intanto venite in Lombardia e godetevi una boccata di buon governo. E se Bobo Maroni vince, magari l’asse Bersani-Monti perde e si toglie l’Imu a tutti gli italiani.