Pedrolli (Incontro e Presenza): «Anche quest’anno portiamo la colletta alimentare in carcere»

Il 26 novembre torna la Giornata nazionale della colletta alimentare. Dopo la straordinaria esperienza della passata edizione, anche quest’anno i detenuti parteciperanno alla raccolta dei generi alimentari. Merito dell’Associazione Incontro e Presenza, che ha permesso ai carcerati reclusi a San Vittore, Opera e Monza di donare cibo ai più poveri e di sentirsi utili alla comunità

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Per il secondo anno consecutivo la Giornata Nazionale delle Colletta Alimentare, giunta alla sua quindicesima edizione, potrà contare su un aiuto molto particolare. Il prossimo 26 novembre, infatti, tra coloro che parteciperanno alla raccolta dei generi alimentari da destinare ai poveri ci saranno anche i detenuti delle carceri di San Vittore, Opera e Monza. Gli stessi che lo scorso anno, entusiasticamente, donarono parte della loro spesa settimanale al Banco Alimentare.

A loro si uniranno i detenuti di Bollate, di Enna e di Torino. Un successo importante nato per iniziativa dell’Associazione Incontro e Presenza, come spiega a Tempi.it, il Segretario Generale Emanuele Pedrolli: «L’idea di coinvolgere i detenuti è nato grazie alla nostra precedente esperienza. Come associazione collaboriamo con le carceri da 25 anni, è una realtà che conosciamo molto bene. La spinta per un progetto come questo è nata grazie a due persone: Fabrizio e Said, detenuti di San Vittore. Parlando con loro ci siamo resi conto che forse potevamo coinvolgerli nella Colletta alimentare e che questo gesto avrebbe portato qualcosa a entrambi». E così è stato, e sono i numeri a testimoniarlo. Lo scorso anno sono stati raccolti 24 scatoloni colmi di generi alimentari a San Vittore, 30 a Monza e 96 a Opera. Numeri altissimi, soprattutto se paragonati alla raccolta tradizionale davanti ai supermercati (mediamente un supermercato di piccole e medie dimensioni raccoglie 30 cartoni).

Come funziona concretamente per i detenuti la colletta?
I volontari dell’associazione, muniti di carrello, passano per il corridoio del carcere e tutti i detenuti lasciano la loro busta, rimanendo dietro le sbarre. Hanno acquistato i generi alimentari settimane prima, attraverso il sopravvitto, un sistema mediante il quale i detenuti scelgono da un catalogo i generi alimentari e li ordinano. Il costo del cibo è altissimo rispetto al supermercato e l’ordine impiega circa dieci giorni prima di arrivare. I detenuti hanno a disposizione una richiesta alla settimana, quattro al mese, ma si privano volentieri di una di queste per donarla allo colletta.

Gli ultimi che aiutano gli ultimi
E’ proprio così ma mi creda, lo fanno con il cuore. Come voi di Tempi sapete benissimo, la condizione delle carceri italiane è ai limiti della sopravvivenza. I detenuti non navigano certo nell’oro, per non parlare di quelli stranieri e in attesa di giudizio, i più poveri tra i poveri. Eppure hanno tutti accolto l’iniziativa con entusiasmo, felici di poter fare qualcosa di concreto per chi ha bisogno. La verità è che queste persone hanno voglia di sentirsi presi sul serio da qualcuno, di non sentirsi dimenticati e, soprattutto, di dimostrare a chi è fuori di essere capaci di gesti generosi. Le riporto la testimonianza di una volontaria: «Un carcerato dandomi un pacco di pasta mi ha detto: “deve essere il segno che anche se siamo in carcere noi siamo buoni”. Io gli ho risposto: “Lo so”. Mi ha guardato stupito come se mai nessuno gli avesse detto che vale …» .

Emanuele Pedrolli ci saluta svelandoci che sabato mattina prenderanno parte alla colletta nel carcere di San Vittore l’ex capitano del Milan, Franco Baresi e l’Assessore regionale alla Famiglia, conciliazione, integrazione e solidarietà sociale Giulio Boscagli e che alcuni detenuti del carcere di Opera hanno ottenuto un permesso speciale dalla direzione e lavoreranno come volontari all’interno del magazzino del Banco Alimentare. Tutti insieme per una giornata all’insegna della solidarietà.

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