Peccato non avere il fair play, ma peggio ancora è averlo farlocco. Il caso Ronaldo

Mi dicono che Cristiano Ronaldo se n’è andato dal prato del Bernabeu senza dare la mano ad arbitri e juventini. Aggiungo io: ha pure cornificato Irina Shayk

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Riccardo Dietrich, lettore con padronanza di aggettivi (mi definisce mitico), segnala che Cristiano Ronaldo se n’è andato dal prato del Bernabeu senza dare la mano ad arbitri e avversari juventini dimostrando scarso se non inesistente fair play. Aggiungo io: ha pure cornificato Irina Shayk, topona doc. Ma come si fa? Non c’è più rispetto, non c’è più decoro.

Caro Riccardo, il fatto di Irina maltrattata mi sembra più grave. Sul fair play ti seguo ma fino a un certo punto. Meglio averlo che non averlo, ovviamente, ma non deve diventare un obbligo. Già ce ne sono troppi. Se uno non ne è capace affari suoi. E poi deve essere sentito, ce lo devi avere. Come il coraggio, se non ce l’hai non te lo puoi dare.

Comunque meglio non stringere la mano agli avversari che fingere di aver subìto un fallo da rigore, segnare di mano e tirar via una rotula entrando in maniera delinquenziale. Nel calcio ormai dilaga il fair play a comando. Butta fuori la palla se un avversario è a terra (ma perché?, si gioca, poi vediamo); restituiamo il pallone se il gioco è stato interrotto e la palla ce l’avevano gli altri. Infine il delirio del terzo millennio: la mancata esultanza per antica militanza.

Domenica l’ho visto fare a Maxi Lopez in Torino-Chievo. Ma perché?, ho chiesto. Risposta: ha giocato sei mesi nel Chievo un anno fa. Un poderoso vaffanculo mi è nato dal cuore. Scusa, Riccardo, per il mio scarso fair play.

Foto Ansa