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Pax americana, tributi europei

giugno 23, 1999 Tringali Massimo

La singolare protesta antiNato della Rivista Italiana della Difesa, il più autorevole (e ufficiale) dei periodici delle forze militari italiane

Comunque si concludano le operazioni militari in Kosovo, una cosa è certa: l’Europa dovrà abbandonare i sogni di una difesa comune, preludio e strumento di una politica estera comune. Lo dice a chiare lettere la più autorevole rivista specializzata nel settore “difesa”, Rid (Rivista Italiana Difesa), nel suo editoriale del numero di giugno: “Ormai, non si tratta più di alleati, che decidono tutti assieme e poi agiscono fianco a fianco, magari a livelli quantitativi diversi, ma comunque tutti sullo stesso piano qualitativo; no, siamo ormai ridotti alla condizione degli staterelli tributari di Roma, da cui ci si aspettava che fornissero un po’ di truppe ausiliarie e (soprattutto) spalancassero le loro casseforti per contribuire alle spese di guerra, ma che in ogni caso non dovevano nemmeno permettersi di pensare di avere voce in capitolo circa la conduzione politica e militare di un conflitto”. Sempre nello stesso editoriale si fa presente che a Washington, nell’ultimo summit celebrativo della Nato, gli USA hanno esercitato una formidabile pressione perché gli europei aumentino i bilanci della difesa (cosa che avverrà, soprattutto in Italia, volenti o nolenti e indipendentemente da chi governa). E fin qui nulla di male, “se non fosse per il fatto che, da come la vedono gli Stati Uniti, questi soldi in più dovrebbero essere assorbiti dall’acquisto di materiale militare americano, o quanto meno progettato per assicurare una totale compatibilità e interoperabilità con i sistemi in servizio nelle forze armate americane. Siamo, insomma, al Patto di Varsavia di una volta; con tutti i suoi vantaggi logistico-operativi, certo, ma anche con una pesante sudditanza industriale e tecnologica”. Conclusione di RID, che certo è tutto fuorché antimilitarista e antiNato? “Sotto l’impatto della guerra del Kosovo, ci siamo tutti impegnati senza fiatare a trasformare quella che era un’alleanza difensiva in una specie di superpolizia mondiale a tutela degli interessi occidentali – e quindi nostri, sì, ma soprattutto e prima di tutto americani”.

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