Patrimoniale o pensioni? Governo e parti sociali si incontrano oggi

Oggi il governo incontra le parti sociali per decidere le misure da prendere per favorire la crescita e arrivare al pareggio di bilancio nel 2013. Tante le proposte ma anche le dissonanze. Silvio Berlusconi dichiara che «non sarà un governo guidato da me a imporre una patrimoniale», Bossi avverte di «non toccare le pensioni»

Nel primo pomeriggio di oggi il governo si sederà a un tavolo insieme alle parti sociali per definire le misure da prendere per risanare i conti, e anticipare il pareggio di bilancio al 2013, e per rilanciare la crescita. Ieri lo spread tra Btp e bund tedeschi è sceso ulteriormente a 281 punti base, grazie all’acquisto di titoli di Stato italiani da parte della Bce, che però vuole garanzie: «Ci attendiamo che i governi facciano ciò che consideriamo essere il loro lavoro, all’altezza delle loro responsabilità. Abbiamo chiesto in modo estremamente chiaro negli ultimi giorni al governo italiano di prendere un certo numero di decisioni, che sono state prese, e di accelerare in particolare il ritorno a una situazione di bilancio normale», dice il presidente della Bce Jean-Claude Trichet.

“Il menù delle misure possibili per arrivare al pareggio di bilancio nel 2013 è pronto. (…) C’è la riforma dell’assistenza, ma ci sono anche nuovi interventi sulle pensioni. La riforma fiscale, con la prospettiva di riduzione delle aliquote, e la tassazione immediata delle rendite finanziarie. C’è un piano drastico di liberalizzazioni e di riduzione dei costi della politica ma soprattutto, per la prima volta, c’è anche un’imposta patrimoniale” (Corriere, p. 8).

Le misure che verranno prese devono però ancora essere decise. Silvio Berlusconi ha dichiarato che «non sarà un governo guidato da me a imporre una patrimoniale, piuttosto mi dimetto» e Umberto Bossi, da parte sua, ha affermato che «le pensioni dei lavoratori non si toccano. La stabilità non sacrifichi le fasce deboli». Quella che il governo sta approntando sembra “una manovra che darebbe la spallata al debito pubblico che tutti auspicano, quella decisiva” (Corriere, p. 8).

“Ci sarebbero la revisione dei criteri per le invalidità. Il tetto di reddito per gli assegni di accompagnamento, requisiti più severi per l’accesso alle prestazioni dell’Inps, il blocco delle pensioni di anzianità, l’accelerazione del passaggio della pensione delle donne a 65 anni, l’ulteriore anticipo dell’agganciamento dell’età pensionabile alle speranze di vita. Misure drastiche, in cambio delle quali i sindacati, compatti, pretendono che il governo agisca senza perdere tempo, ed affondando la lama, sui costi della politica, le rendite ed i grandi patrimoni” (Corriere, p. 8).

“Vogliono l’abolizione delle province, la riduzione del numero dei parlamentari, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, la tassazione delle rendite finanziare, il prelievo straordinario sulle grandi ricchezze” (Corriere, p. 8).