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Prima dei conservatori, sono stati i cattolici a rubarci Pasolini

Di Berlicche
30 Gennaio 2026
Nel 1982 il Movimento popolare organizzò a Milano la rassegna “L’imminenza di Cristo in Pasolini” e fu accusato di “scippo culturale”. Leggi cosa dissero Testori e Giussani sul genio di Casarsa
Pier Paolo Pasolini (a destra) con Enrique Irazoqui durante le riprese del film “Il Vangelo secondo Matteo”
Pier Paolo Pasolini (a destra) con Enrique Irazoqui durante le riprese del film "Il Vangelo secondo Matteo" (foto Ansa)

Mio caro Malacoda, gli anniversari sono sempre occasioni in cui più che la celebrazione del morto si cerca nella sua opera e nelle sue parole la giustificazione di sé. In anni passati non c’era Natale in cui a sinistra non si rivendicasse la nascita del “primo socialista”. Ed era inutile che qualche prete ostinatamente ricordasse che Gesù Cristo era stato il primo cristiano, aggiungendo ironicamente un “semmai il primo (demo)cristiano”. Niente da fare, l’ingordigia acquisitrice di divinità nel proprio pantheon cultural-politico non conosce limiti. A tale trattamento è stato sottoposto, nel cinquantesimo della morte, anche Pier Paolo Pasolini. E chi si ritiene da sempre culturalmente e politicamente suo erede ne ha rivendicato la proprietà esclusiva: giù le mani da PPP! Il culmine dell’accusa di tentato furto con manipolazione si è avuto con il convegno dal titolo “Pasolini conservatore”. Ora, che Pasolini non amasse la televisione, preferisse i poliziotti figli delle famiglie del Sud a...

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