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«L’unica possibile certezza è l’incertezza»: perfetto, sardonico gioco di parole con cui Zygmunt Bauman fotografa la modernità. Eppure, la domanda permane oggi come ieri, sotto il cinismo dilagante: come fare a “essere certi”? Sotto sotto, è una aspirazione di chiunque. Rivolgiamo la domanda ai “sapienti”, agli osservatori dei nostri comportamenti: ciò che colpisce di più è che, nonostante tutto, ciascuno di noi deve necessariamente “fidarsi” di tantissime cose. Niklas Luhmann considerava la fiducia come un dato di fatto irreversibile: senza di essa l’individuo non potrebbe neppure alzarsi dal letto, verrebbe assorbito da una paura indeterminata e da un panico paralizzante. Ma fiducia in cosa? Nel sistema: una “fiducia sistemica”. Anche il più radicale dei disillusi deve fare affidamento sul fatto che all’interno del sistema esistano sufficienti controlli di affidabilità, e che questi controlli «funzionino indipendentemente dalle strutture motivazionali di ognuno dei partecip...
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