Paraboni (Cdo Brianza): «Una task force per uscire dalla crisi»

Pietro Paraboni, presidente Cdo Brianza, parla a Tempi.it della difficoltà delle imprese in questo periodo di crisi: «Tra i nostri associati percepiamo una situazione di sofferenza: molte aziende stanno per chiudere, soprattutto nell’ambito manifatturiero. Per aiutarci, ci vuole una task force guidata dalla politica con banche, commercialisti, avvocati»

Come stanno le imprese italiane? E con che spirito affronteranno il prossimo anno? L’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza ha pubblicato i dati relativi al secondo trimestre del 2011. Il tessuto imprenditoriale brianzolo è caratterizzato da unità produttive di piccole dimensioni: le imprese individuali sono più della metà del totale (51,9%) e risultano in crescita rispetto al secondo trimestre 2010 dell’1,3%. A crescere maggiormente sono le società di capitale, mentre diminuiscono le imprese attive costituite in forma di società di persone.

I giovani under 30 titolari di imprese individuali attive in provincia sono 2024: nell’ultimo anno, sono diminuite di circa 50 unità. Pietro Paraboni, presidente Cdo Brianza, conferma lo stato di difficoltà del territorio: «Tra i nostri associati percepiamo una situazione di sofferenza: molte aziende stanno per chiudere, soprattutto nell’ambito manifatturiero». Nel 2011 le persone che hanno perso il lavoro sono 1390.

L’aumento del saldo delle aziende iscritte alla Camera di Commercio è un dato positivo solo in apparenza: «Se un imprenditore chiude la sua azienda e riapre con una partita Iva individuale, il numero degli iscritti rimane invariato. Cambia, però, lo stato di salute del territorio». Cosa fare, dunque, per cambiare le cose? Prima di tutto mettere in moto tutti i soggetti in gioco: imprese, associazioni, banche, sindacati e Camera di Commercio, governo. «Le forze politiche devono essere molto più presenti sul territorio, aggregando le risorse necessarie. Ad esempio facendo pressione sulle banche, che chiedono alle aziende troppi oneri finanziari».

Secondo Paraboni per ripartire è necessario fare un passo indietro: «In questo momento di grande fatica è urgente che gli istituti bancari assumano una prospettiva di medio-lungo periodo: il processo di ristrutturazione per un’azienda è necessariamente lungo». Il primo passo? Attivare le risorse necessarie, esplicitare le priorità, e creare un tavolo, partendo da quello che già c’è: «La Camera di Commercio di Monza e Brianza svolge già un ruolo di presidio del territorio. Penso alle tante risorse che potrebbero essere messe in campo, ad esempio tramite un tavolo di crisi permanente. Davanti ad un imprenditore in crisi, sarebbe necessario un lavoro di coordinamento, con commercialisti, ragionieri, avvocati: una task force spinta dalla politica, e guidata dalla Camera di Commercio, che ha delle competenze spendibili. Le associazioni devono poter fare la loro parte. La situazione è davvero critica. Dobbiamo agire. Anche facendo rete in modo non convenzionale, con umiltà e pragmatismo. Ci vuole uno scatto forte».