Intervista ad Ayoub Khraish, sindaco di Ain Ebel, uno dei più importanti villaggi cristiani del sud del Libano al confine con Israele. «La pace ancora non c'è e lo Stato è inesistente»
Un santuario in costruzione a Ain Ebel, villaggio cristiano del sud del Libano (foto Leone Grotti)
«La nostra gioia per la visita del Papa in Libano è grande, ma è frammista a un profondo dolore: avremmo voluto che il Santo Padre venisse in questa terra di frontiera per vedere con i suoi occhi il testamento vivente della fede sotto minaccia». Ayoub Khraish è il sindaco di Ain Ebel, uno dei più importanti villaggi cristiani del sud del Libano al confine con Israele.
Durante la guerra tra lo Stato ebraico ed Hezbollah, i circa 1.500 abitanti del paese sono stati messi a dura prova: una decina di case sono state distrutte, un centinaio danneggiate. Per qualche mese, la popolazione è stata costretta temporaneamente a fuggire, ma un manipolo di coraggiosi è rimasto anche durante la fase più dura dei bombardamenti pur di fare la guardia al paese e impedire ai miliziani di Hezbollah di infiltrarlo.
La guerra ha portato via tutto ai cristiani di Ain Ebel: il turismo, principale fonte di sostentamento dei suoi abitanti, è stato azzerato. La raccolta di olive, dopo il rogo di oltre diecimila ...
Contenuto riservato agli abbonati
Light
Il quotidiano online per i nuovi abbonati
Digitale
Il quotidiano online + il mensile digitale
Full
Il quotidiano online + il mensile digitale e cartaceo