Papa Francesco: «Aborto delitto abominevole. È un diritto dei bambini crescere con un padre e una madre»

Il Pontefice ringrazia i pro life «per la difesa della vita umana fin dal suo concepimento». E sull’educazione dei minori: «Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature del secolo XX non sono spariti»

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«Grazie per la testimonianza che date promuovendo e difendendo la vita umana fin dal suo concepimento!». Lo ha detto oggi papa Francesco, durante udienza riservata, ai rappresentanti del Movimento per la vita italiano. «La vita umana è sacra e inviolabile. Ogni diritto civile poggia sul riconoscimento del primo e fondamentale diritto, quello alla vita, che non è subordinato ad alcuna condizione, né qualitativa né economica né tanto meno ideologica. Così come il comandamento “non uccidere” pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire “no a un’economia dell’esclusione e della iniquità”».
Il Papa ha anche raccontato questo episodio accadutogli anni fa: «Uno mi ha chiamato da una parte. Aveva un pacchetto e mi ha detto: “Padre, io voglio lasciare questo a lei. Questi sono gli strumenti che io ho usato per abortire. Ho trovato il Signore, mi sono pentito, e adesso lotto per la vita!”. Mi ha consegnato tutti questi strumenti. Pregate per quest’uomo bravo!».

IL NASCITURO INNOCENTE. Il Pontefice ha riflettuto sulla cultura dello scarto («che addirittura viene promossa»), ricordando il Concilio Vaticano II: «Uno dei rischi più gravi ai quali è esposta questa nostra epoca, è il divorzio tra economia e morale, tra le possibilità offerte da un mercato provvisto di ogni novità tecnologica e le norme etiche elementari della natura umana, sempre più trascurata. Occorre pertanto ribadire la più ferma opposizione ad ogni diretto attentato alla vita, specialmente innocente e indifesa, e il nascituro nel seno materno è l’innocente per antonomasia. Ricordiamo le parole del Concilio Vaticano II: “La vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; l’aborto e l’infanticidio sono delitti abominevoli”». Il Papa ha poi incoraggiato i pro life italiani a «proteggere la vita con coraggio e amore in tutte le sue fasi. Vi incoraggio a farlo sempre con lo stile della vicinanza, della prossimità: che ogni donna si senta considerata come persona, ascoltata, accolta, accompagnata».

CRESCERE CON MAMMA E PAPA’. Durante il ricevimento dei componenti dell’Ufficio Internazionale Cattolico per l’Infanzia, il Pontefice, oltre a chiedere scusa per i sacerdoti pedofili («abbastanza in numero, ma non in proporzione alla totalità»), ha sottolineato anche che «occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva. Ciò comporta al tempo stesso sostenere il diritto dei genitori all’educazione morale e religiosa dei propri figli. E a questo proposito vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio! Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del “pensiero unico“. Mi diceva, poco più di una settimana fa, un grande educatore: “A volte, non si sa se con questi progetti – riferendosi a progetti concreti di educazione – si mandi un bambino a scuola o in un campo di rieducazione”».

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