Papa Francesco: «I cristiani non costruiscano recinti. La buona Novella è da comunicare a tutti»

Nell’Angelus di oggi, il Santo Padre ha sottolineato il metodo di Gesù che chiama ancora oggi, dopo aver «scelto gli apostoli, uomini di basso profilo. La loro vita divenne un’avventura straordinaria»

Papa Francesco, nell’Angelus di questa mattina in Piazza San Pietro, ha ripreso il Vangelo di oggi, che racconta gli inizi della vita pubblica di Gesù. Il Santo Padre ha messo in risalto il luogo dove Cristo ha cominciato la sua predicazione, che non partì «da Gerusalemme, il centro religioso, anche sociale e politico, ma da una zona periferica, disprezzata dai giudei più osservanti, a motivo della presenza di quella religione di diverse popolazioni straniere». Era la Galilea delle genti, terra di frontiera dove si incontravano popoli diversi, una regione simbolo del valore del Vangelo, e che «è simile al mondo di oggi: compresenza di diverse culture, necessità di confronto e necessità di incontro. Anche noi siamo immersi ogni giorno in una Galilea delle genti. In questo tipo di contesto possiamo spaventarci e cedere alla tentazione di costruire recinti per essere più sicuri e protetti. Ma Gesù ci insegna che la sua buona Novella non è riservata a una parte dell’umanità, è da comunicare tutti».

IL METODO DELLA MISERICORDIA. Il messaggio del Santo Padre è stato chiaro: Gesù è partito dalla Galilea per arrivare a tutti, e così ci insegna «il metodo della misericordia, invitandoci ad uscire dalle nostre comodità per avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo». Papa Francesco ha sottolineato come Gesù abbia scelto uomini che oggi si direbbero «di basso profilo», non andando nelle scuole, ma affidandosi ai discepoli, che erano gente semplice. «Gesù va a chiamarli là dove lavorano, sulla riva del lago: sono pescatori. Li chiama, ed essi lo seguono, subito. Lasciano le reti e vanno con lui: la loro vita diventerà una avventura straordinaria e affascinante».

«COSA MI DICE IL SIGNORE?» E così come Gesù chiamò 2000 anni fa gli apostoli, così anche oggi chiama ogni cristiano: «Passa per le strade della nostra vita quotidiana, anche in questo momento passa per la piazza. Ci chiama ad andare con lui, a lavorare con lui per il regno di Dio nelle Galilee dei nostri tempi». Il Santo Padre ha quindi chiuso con un invito: «Ognuno di voi pensi: il Signore passa oggi, mi sta guardando. Cosa mi dice il Signore? Se qualcuno sente il Signore che gli dice: “Seguimi”, allora sia coraggioso, vada con il Signore. Il signore non delude mai».

UCRAINA. Subito dopo la preghiera assieme alla piazza, papa Francesco ha espresso la sua vicinanza con la preghiera a tutta l’Ucraina, «in particolare a chi a perso la vita in questi giorni, e alle loro famiglie. Auspico che si costruisca un dialogo costruttivo tra istituzione e società civile, e, evitando azioni violente, prevalgano nel cuore di ciascuno lo spirito di pace e la ricerca bene comune». Nelle parole del Pontefice il ricordo anche di Cocò Campolongo, il bambino di 3 anni ucciso in maniera brutale dall’ndrangheta: «Questo accanimento su un bambino così piccolo sembra non avere precedenti nella storia della criminalità. Preghiamo con Cocò, che sicuro è con Gesù in cielo, per le persone che hanno fatto questo reato, perché si pentano e si convertano al Signore».