Papa Francesco: «Non si può essere cristiani senza essere missionari. Prima di tutto in casa e al lavoro»

Parlando ai vescovi e ai sacerdoti nella cattedrale di Rio, ha detto richiamando Madre Teresa: «Cristo va cercato nei poveri»

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«Abbiate il coraggio di andare controcorrente». Stamattina, nella cattedrale di Rio durante il sesto giorno della Gmg brasiliana, papa Francesco ha chiesto a 655 vescovi, ai sacerdoti e ai religiosi arrivati da tutto il mondo di «uscire dalle parrocchie» e andare incontro a «chi è lontano». Ha invitato tutti a «cercare Cristo tra i poveri», citando Madre Teresa di Calcutta, chiedendo di «promuovere la cultura dell’incontro».

«CRISTO NEI POVERI». «Vorrei riflettere con voi su tre aspetti della nostra vocazione», ha cominciato il Papa la sua omelia nella Cattedrale:  «Chiamati da Dio, chiamati ad annunciare il Vangelo, chiamati a promuovere la cultura dell’incontro. Chiamati da Dio: è importante ravvivare in noi questa realtà, che spesso diamo per scontata in mezzo ai tanti impegni quotidiani: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”, ci dice Gesù (Gv 15,16)». E poi: «Il “rimanere” con Cristo non è isolarsi, ma è un rimanere per andare all’incontro con gli altri. Mi vengono in mente alcune parole della Beata Madre Teresa di Calcutta: “Dobbiamo essere molto orgogliose della nostra vocazione che ci dà l’opportunità di servire Cristo nei poveri. È nelle “favelas”, nei “cantegriles”, nelle “villas miseria”, che si deve andare a cercare e servire Cristo. Dobbiamo andare da loro come il sacerdote si reca all’altare, con gioia” (Mother Instructions, I, p. 80)».

«TUTTI MISSIONARI». Il Papa ha poi richiamato all’importanza di essere tutti missionari: «Aiutiamo i giovani a rendersi conto che essere discepoli missionari è una conseguenza dell’essere battezzati, è parte essenziale dell’essere cristiani, e che il primo luogo in cui evangelizzare è la propria casa, l’ambiente di studio o di lavoro, la famiglia e gli amici». «Non possiamo restare chiusi nella parrocchia, nelle nostre comunità, quando tante persone sono in attesa del Vangelo – ha insistito papa Bergoglio – Non è semplicemente aprire la porta per accogliere, ma è uscire dalla porta per cercare e incontrare. Con coraggio pensiamo alla pastorale partendo dalla periferia, partendo da coloro che sono più lontani, da coloro che di solito non frequentano la parrocchia. Anche loro sono invitati alla mensa del Signore».

CULTURA DELL’INCONTRO. Infine ha parlato della «cultura dell’incontro. Purtroppo, in molti ambienti, si è fatta strada una cultura dell’esclusione, una “cultura dello scarto”. Non c’è posto né per l’anziano né per il figlio non voluto; non c’è tempo per fermarsi con quel povero sul bordo della strada. Cari Vescovi, Sacerdoti, Religiosi e anche voi Seminaristi che vi preparate al ministero, abbiate il coraggio di andare controcorrente».
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