«Con la visita ad Aparecida, papa Francesco si pone in continuità con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI»

Tutti e tre gli ultimi papi sono stati in visita al Santuario di Nostra Signora di Aparecida. Intervista alla vaticanista Angela Ambrogetti: «Francesco ha affidato alla Madonna il suo pontificato»

Nel santuario di Nostra Signora di Aparecida si incrociano le strade degli ultimi tre pontificati. Papa Francesco vuole consacrare il suo mandato alla Madonna e riprendere le fila di un discorso che Benedetto XVI ha aperto sei anni fa. Un dialogo che, senza l’opera di Giovanni Paolo II, sarebbe stato impossibile. Angela Ambrogetti,vaticanista, spiega perché a tempi.it.

Dopo la rapida uscita di Lampedusa, papa Francesco ha intrapreso il suo primo viaggio internazionale in Brasile e l’ha inaugurato facendo tappa al più grande santuario mariano del globo. Perché?
Anche se l’appuntamento della Giornata mondiale della gioventù era ovviamente in programma da tempo, papa Francesco ha voluto arricchire questo incontro con altri momenti, tra i quali spicca la visita al santuario di Aparecida, dove «pulsa il cuore cattolico del Brasile», come disse Giovanni Paolo II in visita nel luglio del 1980. Aparecida è uno tra i tre più importanti santuari mariani del Sud America, ma è il più grande numericamente, basti pensare che la sola Basilica può ospitare da sola più di 40 mila persone; gli altri due sono La Vergine di Guadalupe in Messico e Nostra Signora di Luján in Argentina. Così facendo, il Papa ha voluto consacrare il suo pontificato alla Madonna entrando pienamente nell’atmosfera di questi giorni e di questo popolo.

Alla fine della benedizione ha detto anche di volerci tornare nel 2017.
Già, ricorreranno i 300 anni dal ritrovamento da parte di tre pescatori della statua della Madonna di Aparecida e papa Francesco ha dimostrato di sapere quanto il popolo latino-americano sia ad Essa legato. Il Pontefice ha manifestato un suo desiderio e il tempo – e padre Lombardi (il direttore della sala stampa vaticana, ndr) – ci diranno se sarà possibile e offriranno anche maggiori dettagli al riguardo.

Gli ultimi tre pontefici, a partire da Giovanni Paolo II fino a Benedetto XVI e ora papa Francesco, sono stati al santuario di Aparecida. È un caso?
Forse è un modo per “conquistare” l’America Latina. Di certo è un segno della continuità che tra i loro pontificati c’è stata e c’è ancora, pur nelle evidenti peculiarità che contraddistinguono i tre pontefici. Giovanni Paolo II ha praticamente riaperto i ponti con il Sud America, Benedetto XVI nel 2007 ha detto ai popoli di questo continente di non pensare solamente ai loro problemi, come la teologia della liberazione e quello degli indios – che pure esistono, sia chiaro – invitandoli ad alzare lo sguardo e ora papa Francesco li ha invitati a mantenere la speranza e lasciarsi sorprendere da Dio, proprio come quei tre pescatori. Con un nota bene, però.

Quale?
Dopo la visita all’Ospedale San Francesco di Rio de Janeiro e la visita alla favela di Varginha, papa Francesco ha espressamente voluto che il “Celam”, il Consiglio episcopale latino americano, ossia l’incontro dei vescovi, si svolgesse in un posto da lui facilmente raggiungibile, in modo da poter essere presente alle riunioni.

E cosa significa?
Che vuole esserci. Tutti i papi fanno le Gmg e le faranno ancora, però Francesco vuole cogliere questa occasione per mettere al centro del suo pontificato il continente latino-americano e mettere a fuoco i temi la cui importanza vorrà sottolineare nei prossimi giorni.