Papa Francesco: «Corrotti, schiavisti e mercanti d’armi non hanno timore di Dio. E non sono felici»

All’Udienza Generale il pontefice ha proseguito la catechesi sul dono dello Spirito «che ci ricorda quanto siamo piccoli di fronte a Dio e al suo amore»

Papa Francesco, quest’oggi all’Udienza Generale in Piazza San Pietro, ha proseguito la catechesi sui sette doni Spirito Santo parlando del timore di Dio. Il Pontefice ha subito specificato che timore di Dio «non significa avere paura di Dio. Sappiamo bene che Dio è Padre e che ci ama e vuole la nostra salvezza, e sempre perdona: sempre! Per cui non c’è motivo di avere paura di Lui! Il timore di Dio, invece, è il dono dello Spirito che ci ricorda quanto siamo piccoli di fronte a Dio e al suo amore e che il nostro bene sta nell’abbandonarci con umiltà, rispetto e fiducia nelle sue mani. Questo è il timore di Dio: questo abbandono nella bontà del nostro Padre che ci vuole tanto bene!».

«APRE I CUORI». Lo Spirito Santo ci spinge ad affidarci a Dio, «proprio come un bambino con il suo papà» e questo ci fa capire «come il timore di Dio venga ad assumere in noi la forma della docilità, della riconoscenza e della lode, ricolmando il nostro cuore di speranza». Il timore di Dio «apre i cuori», e «ci fa prendere coscienza che tutto viene dalla grazia e che la nostra vera forza sta unicamente nel seguire il Signore Gesù e nel lasciare che il Padre possa riversare su di noi la sua bontà e la sua misericordia. Aprire il cuore perché la bontà e la misericordia di Dio vengano a noi». Un cuore aperto «perché il perdono, la misericordia, la bontà, le carezze del Padre vengano a noi. Perché noi siamo figli infinitamente amati».

I SOLDI E IL POTERE. Il timore di Dio, ha spiegato ancora papa Francesco, «è anche un “allarme” di fronte alla pertinacia nel peccato. Quando una persona vive nel male, quando bestemmia contro Dio, quando sfrutta gli altri, quando li tiranneggia, quando vive soltanto per i soldi, per la vanità o il potere o l’orgoglio, allora il santo timore di Dio ci mette in allerta: “Attenzione, con tutto questo potere, con tutti questi soldi, con tutto il tuo orgoglio, con tutta la tua vanità, non sarai felice!”. Nessuno può portare con sé dall’altra parte né i soldi né il potere né la vanità né l’orgoglio: niente! Soltanto possiamo portare l’amore che Dio Padre ci dà, le carezze di Dio accettate e ricevute da noi con amore. E possiamo portare quello che abbiamo fatto per gli altri».

CORRUZIONE. Francesco ha così esemplificato: «Penso per esempio alle persone che hanno responsabilità sugli altri e si lasciano corrompere: ma voi pensate che una persona corrotta sarà felice, dall’altra parte? No! Ma tutto il frutto della sua corruzione ha corrotto il suo cuore, e sarà difficile andare dal Signore. Penso a coloro che vivono della tratta di persone e del lavoro schiavo: voi pensate che questa gente abbia nel proprio cuore l’amore di Dio, uno che tratta le persone, uno che sfrutta le persone con il lavoro schiavo? No! Non hanno timore di Dio. E non sono felici: non lo sono. Penso a coloro che fabbricano armi per fomentare le guerre… Questi fabbricano la morte, sono mercanti di morte, che fanno questa mercanzia di morte. Che il timore di Dio faccia loro comprendere che un giorno tutto finisce e che dovranno rendere conto a Dio».