Papa Francesco: la ricerca dell’uomo e del popolo di Dio ha il suo «culmine nell’avvenimento della Risurrezione»

«Lui può dire: “Io sono la risurrezione e la vita” perché in Lui questo mistero non solo si rivela pienamente, ma si attua, avviene, diventa per la prima volta e definitivamente realtà»

Papa Francesco oggi nell’omelia alla Messa in San Pietro, in suffragio dei cardinali e vescovi defunti nel corso dell’anno, ha parlato del mistero della Resurrezione. «Non stupisce – ha detto – che un mistero così grande, così decisivo, così sovrumano come quello della Risurrezione abbia richiesto tutto il percorso, tutto il tempo necessario, fino a Gesù Cristo. Lui può dire: “Io sono la risurrezione e la vita” perché in Lui questo mistero non solo si rivela pienamente, ma si attua, avviene, diventa per la prima volta e definitivamente realtà».

È RISORTO. La ricerca del popolo di Dio – che è la stessa che ogni uomo compie nella sua vita – ha visto il suo «culmine» nell’«avvenimento» della Risurrezione. E questo avvenimento ci invita a stare «prima davanti alla croce di Gesù, come Maria, come le donne, come il centurione», e «ascoltare il grido di Gesù e il suo ultimo respiro». Quindi  «siamo chiamati ad andare alla tomba, per vedere che il grande masso è stato ribaltato; per ascoltare l’annuncio: “È risorto, non è qui”. Lì c’è la risposta. Lì c’è il fondamento, la roccia. Non in “discorsi persuasivi di sapienza”, ma nella parola vivente della croce e della risurrezione di Gesù. Se Lui non è risorto, la nostra fede è vuota e inconsistente. Ma poiché Egli è risorto, anzi, Egli è la Risurrezione, allora la nostra fede è piena di verità e di vita eterna».