Papa Francesco al Regina Coeli: «Non sono le chiacchiere a risolvere i conflitti, ma il confronto e la preghiera»

Il Santo Padre ai fedeli in Piazza San Pietro: «Anche nelle prime comunità cristiane sono sorte delle difficoltà. Gli Apostoli hanno preso in mano la situazione e con l’aiuto dello Spirito Santo hanno trovato una soluzione»

Regina-Coeli-PapaI conflitti, che pure esistono nella Chiesa, si risolvono «discutendo, esaminando, pregando» e «non con le chiacchiere, le invidie, le gelosie». Così papa Francesco ha commentato, prima della recita del Regina Coeli, il passo degli Atti degli apostoli dell’odierna liturgia che riporta «le prime tensioni e i primi dissensi» emersi nella Chiesa. «I problemi non si risolvono facendo finta che non esistano», ha detto il Santo Padre, ma «nel confronto», con la «preghiera» e sotto la «guida dello Spirito Santo», perché «nella vita, i conflitti ci sono, il problema è come si affrontano».

I CONFLITTI ESISTONO. Ai fedeli accorsi in piazza san Pietro, il Papa ha ricordato come l’originaria comunità cristiana fosse «favorita dall’appartenenza ad un’unica etnia e cultura, quella giudaica». Ma poi si è aperta «all’ambito culturale greco» e così è venuta a «mancare questa sua omogeneità e sono sorte le prime difficoltà. Serpeggia il malcontento, ci sono lamentele, corrono voci di favoritismi e disparità di trattamento. Pure questo succede nelle nostre parrocchie», ha aggiunto Francesco, e «l’aiuto della comunità alle persone disagiate – vedove, orfani e poveri in genere – sembra privilegiare i cristiani di estrazione ebraica rispetto agli altri».
È «davanti a questo conflitto», ha spiegato Papa Francesco, «che gli Apostoli prendono in mano la situazione: convocano una riunione allargata anche ai discepoli, discutono insieme la questione. Tutti. I problemi, infatti, non si risolvono facendo finta che non esistano! Ed è bello questo confronto schietto tra i pastori e gli altri fedeli. Si arriva dunque ad una suddivisione di compiti», ha proseguito il Papa, e «gli Apostoli fanno una proposta che viene accolta da tutti: loro si dedicheranno alla preghiera e al ministero della Parola, mentre sette uomini, i diaconi, provvederanno al servizio delle mense per i poveri».

NO ALLE CHIACCHIERE E ALLE GELOSIE. I sette diaconi, ha poi precisato il Papa, «non vengono scelti perché esperti in affari, ma in quanto uomini onesti e di buona reputazione, pieni di Spirito Santo e di sapienza; e sono costituiti nel loro servizio mediante l’imposizione delle mani da parte degli Apostoli. E così da quel malcontento, da quei favoritismi si arriva a una soluzione».
«I problemi nella Chiesa – ha ribadito il Santo Padre – si risolvono confrontandoci, discutendo e pregando, con la certezza che le chiacchiere, le invidie e le gelosie non potranno mai portarci alla concordia e alla pace. Quando lasciamo allo Spirito Santo la guida lui ci porta all’armonia. Niente chiacchiere, niente invidie e niente gelosie. Avete capito bene?».
«La Vergine Maria – ha concluso il Pontefice – ci aiuti ad essere docili allo Spirito Santo, perché sappiamo stimarci a vicenda e convergere sempre più profondamente nella fede e nella carità, tenendo il cuore aperto alle necessità dei fratelli».

IL BEATO ANTON DURCOVICI. Infine, dopo il Regina Coeli il Santo Padre ha fatto recitare ai numerosi fedeli presenti in piazza un’Ave Maria per le vittime e le popolazioni colpite dalle gravi inondazioni nei Balcani, in particolare in Serbia e Bosnia. E ha ricordato anche Anton Durcovici, il vescovo romeno beatificato venerdì a Iaşi: è stato un «martire della fede», ha ricordato il Papa, che «perseguitato dal regime comunista romeno, morì in carcere di fame e di sete nel 1951. Insieme con i fedeli di Iaşi e di tutta la Romania, rendiamo grazie a Dio per questo esempio».