Papa Francesco: «Agli occhi di Dio noi siamo la cosa più bella, più grande, più buona, della creazione»

All’udienza generale, il Pontefice ha parlato del dono della Scienza. E ha invitato i fedeli a pregare per il suo viaggio in Terra Santa

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Papa Francesco ha inviato i fedeli a pregare per il suo imminente viaggio in Terra Santa. «Sabato prossimo – ha detto il Pontefice – incomincio il viaggio in Terra Santa, la terra di Gesù. Sarà un viaggio strettamente religioso. Primo, per incontrare il mio fratello Bartolomeo I, nella ricorrenza del 50.mo anniversario dell’incontro di Paolo VI con Atenagora I. Pietro e Andrea si incontreranno un’altra volta e questo è molto bello! E secondo, pregate per la pace in quella terra cha soffre tanto. Vi chiedo di pregare per questo viaggio».

LA SCIENZA E LO STUPORE. All’udienza generale, papa Francesco ha proseguito la catechesi sui doni dello Spirito. Oggi ha parlato del dono della scienza. «Quando si parla di scienza – ha detto – il pensiero va immediatamente alla capacità dell’uomo di conoscere sempre meglio la realtà che lo circonda e di scoprire le leggi che regolano la natura e l’universo. La scienza che viene dallo Spirito Santo, però, non si limita alla conoscenza umana: è un dono speciale, che ci porta a cogliere, attraverso il creato, la grandezza e l’amore di Dio e la sua relazione profonda con ogni creatura. Quando i nostri occhi sono illuminati dallo Spirito si aprono alla contemplazione di Dio, nella bellezza della natura e nella grandiosità del cosmo, e ci portano a scoprire come ogni cosa ci parla di Lui, e ogni cosa ci parla del suo amore. Tutto questo suscita in noi grande stupore e un profondo senso di gratitudine! È la sensazione che proviamo anche quando ammiriamo un’opera d’arte o qualsiasi meraviglia che sia frutto dell’ingegno e della creatività dell’uomo: di fronte a tutto questo, lo Spirito ci porta a lodare il Signore dal profondo del nostro cuore e a riconoscere, in tutto ciò che abbiamo e siamo, un dono inestimabile di Dio e un segno del suo infinito amore per noi».

AMORE E CREATO. Come Dio si stupì di avere creato una una cosa «buona», così oggi noi, ha detto papa Francesco «dobbiamo avere questo atteggiamento: di vedere che il creato è cosa buona e bella. Ecco il dono della scienza, di questa bellezza: lodiamo Dio, ringraziamo Dio, di averci dato tanta bellezza. E questa è la strada. E quando Dio finì di creare l’uomo, non dice: “Vide che era cosa buona”, dice che era “molto buona!”. Ci avvicina a Lui! Agli occhi di Dio noi siamo la cosa più bella, più grande, più buona, della creazione».
«Il dono della scienza – ha proseguito Bergoglio – ci pone in profonda sintonia con il Creatore e ci fa partecipare alla limpidezza del suo sguardo e del suo giudizio. Ed è in questa prospettiva che riusciamo a cogliere nell’uomo e nella donna il vertice della creazione, come compimento di un disegno d’amore che è impresso in ognuno di noi e che ci fa riconoscere come fratelli e sorelle».

NON SIAMO NOI I PADRONI. Non c’è solo lo stupore. Il dono della scienza ci consente anche un giudizio equilibrato sulle cose. «Ci aiuta a non cadere in alcuni atteggiamenti eccessivi o sbagliati. Il primo è costituito dal rischio di considerarci padroni del creato. Ma il creato non è una proprietà, di cui possiamo spadroneggiare a nostro piacimento; né, tanto meno, è una proprietà solo di alcuni, di pochi: il creato è un dono, è un dono meraviglioso che Dio ci ha dato, perché ne abbiamo cura e lo utilizziamo a beneficio di tutti, sempre con grande rispetto e gratitudine. Il secondo atteggiamento sbagliato è rappresentato nella tentazione di fermarci alle creature, come se queste possano offrire la risposta a tutte le nostre attese».

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