Islamabad si prende la scena e ottiene il cessate il fuoco. L'unico paese islamico dotato di ordigni nucleari confina con l'Iran, è alleato della Cina, vezzeggia Trump e ha un patto di mutua difesa con l'Arabia Saudita. L'Ue ha solo da imparare
Il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif (foto Ansa)
La disinvoltura con cui Donald Trump ha minacciato la distruzione della civiltà iraniana, sgomentando il mondo intero e spingendo perfino papa Leone XIV a intervenire pubblicamente definendo le parole del tycoon «non accettabili», non è l'unico segno dei tempi e di una nuova modalità di interpretare i rapporti internazionali, basata più sull'esibizione della forza senza vincoli che sul diritto.
Anche l'ascesa del Pakistan come paese mediatore di un conflitto delicatissimo in Medio Oriente dice molto sull'emergere di nuovi attori internazionali e sulla scomparsa o l'indebolimento di altri, se pur più blasonati, come ad esempio l'Unione Europea.
La mediazione efficace del Pakistan
Il Pakistan, quinto paese più popoloso al mondo e unico Stato musulmano dotato di ordigni nucleari, è solitamente associato a piaghe come estremismo religioso e terrorismo. Non essendo tradizionalmente riconosciuto come una grande potenza e non avendo una storia rilevante di fini attività diplomatiche alle spa...
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