Pakistan: governo e magistratura del Punjab difenderanno 50 imputati falsamente accusati di blasfemia

Gli innocenti si trovano ancora in carcere ma i loro casi sono stati giudicati evidentemente infondati. Human Rights Watch: «Una decisione disperatamente necessaria»

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pakistan-cristiani-blasfemia-shutterstockIl governo del Punjab, regione settentrionale del Pakistan, ha deciso di difendere molte persone accusate falsamente di blasfemia e attualmente in carcere in attesa del processo. In un’azione senza precedenti il governo locale, in collaborazione con la magistratura e la polizia, ha redatto un elenco di 50 persone accusate in modo infondato e i cui casi risalgono anche al 2010. La decisione, che punta a coinvolgere studiosi e intellettuali islamici, era vista come necessaria soprattutto dopo che l’Alta Corte di Lahore tre mesi fa ha confermato la pena di morte per Asia Bibi, la mamma cristiana accusata ingiustamente di blasfemia e in carcere dal 2010.

CENTINAIA DI CASI. Una commissione istituita ad hoc e guidata dal segretario della procura generale del Punjab, Rana Maqbool, ha ordinato l’avvio di processi rapidi che garantiscano l’assoluzione degli innocenti e ha ipotizzato che il governo prenda le parti degli accusati costituendosi parte civile. La commissione, che ha analizzato 262 processi, è stata istituita l’anno scorso dopo l’assassinio di Rashid Rehman, il coordinatore per tutta la regione del Punjab della Commissione dei diritti umani del Pakistan. La risoluzione non sarebbe andata in porto senza il fondamentale appoggio di Muhammad Sarwar, il governatore del Punjab che lo scorso novembre, dopo che due coniugi cristiani furono arsi vivi per presunta blasfemia, incontrò una delegazione di leader religiosi cristiani e musulmani. A loro confessò di aver pensato alle dimissioni «poiché non sono riuscito a proteggere i cristiani», che «hanno sempre lavorato per la pace e l’armonia del Paese». E commentando la legge sulla blasfemia, ricordò che «se una persona ne accusa falsamente un’altra, deve essere punita».

FALSE ACCUSE. Ad accogliere la notizia come «disperatamente necessaria» è l’organizzazione Human Rights Watch, ricordando che «la legge sulla blasfemia è stata usata ingiustamente per prendere di mira le minoranze religiose» e che «la decisione del governo del Punjab dimostra l’ingiustizia e la pericolosità della legge». Nona  caso, l’attuale capo della Commissione dei diritti umani del Pakistan, Hussain Naqi, ha dichiarato: «I gruppi del paese in difesa dei diritti umani lo hanno più volte denunciato: molti casi di blasfemia sono montati ad arte a causa di conflitti personali».

Foto Cristiani Pakistan da Shutterstock

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