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Bocciato di nuovo sull’ora di religione, il governo polacco calpesta giudici e vescovi

Di Rodolfo Casadei
12 Luglio 2025
Per la terza volta l’anticlericale Barbara Nowacka, il ministro dell’Educazione, conferma la sua riforma contro il parere della Corte costituzionale. Chiesa pronta a ricorrere in Europa
Il primo ministro polacco Donald Tusk (foto Ansa)
Il primo ministro polacco Donald Tusk (foto Ansa)

Per la terza volta la Corte costituzionale polacca ha bocciato il provvedimento con cui il governo intende ridimensionare l’insegnamento della religione nelle scuole, e per la terza volta il ministro dell’Educazione Barbara Nowacka ha respinto l’ingiunzione e deciso che da settembre il nuovo sistema, che prevede una sola ora anziché due alla settimana come era stato finora, l’accorpamento di più classi di diverse annualità al momento della lezione e il posizionamento dell’insegnamento all’inizio o alla fine delle lezioni, entrerà in vigore come previsto. Le novità sono che la Chiesa cattolica ha annunciato che ricorrerà alle Corti europee per far valere il diritto all’insegnamento religioso violato dal governo che sta disattendendo la legge che lo ha introdotto in Polonia nel 1991 e il concordato fra Stato e Chiesa del 1993, e che anche esponenti della maggioranza di governo come il presidente del Parlamento Szymon Hołownia cominciano a dire che bisognerebbe smettere di boicottare la C...

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