Ora che c’è Macron, tutte le Genoveffe vogliono farsi chiamare Geneviève

Renzi è il Macron d’Italia mentre Macron è solo il Renzi francese. E a dirla tutta, coi giornali che svolazzano, senza il trionfo di Matteo alle primarie, Macron se lo sognava di vincere a Parigi

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Genoveffa che in Italia è un nome racchio in Francia diventa Geneviève. E così i politici italiani – genoveffi tutti a Roma – genuflessi al cospetto di Macron all’Eliseo, diventano, giusto battesimo dato dal direttore di questo giornale, macronettes. E sono solo lodi, arrivederci e baci.

Il cammino di Matteo Renzi in cancelletto-incammino diventa la marcia di Emmanuel Macron in cancelletto-inmarcia. Le primarie del Pd nei gazebo sono già le presidenziali nei bistrot. Certo, queste sono vere elezioni mentre di quelle, invece, mancano i numeri reali; ma neppure importa che il partito di Renzi in Francia, il partito socialista, sia stato spazzato via perché Renzi, infatti – e la storia lo reclama – è il Macron d’Italia mentre Macron, è solo il Renzi francese. E a dirla tutta, coi giornali che svolazzano, senza il trionfo di Matteo alle primarie, Macron se lo sognava di vincere a Parigi.

Anche il loden di Mario Monti è il mantello da moschettiere del giovane Emmanuel; Enrico Letta, allocato nei pressi della Senna prima di tutti, è il Richelieu di Macron, ancora meglio, è il Voltaire di Macron, anzi, no: è il Pierrot di Macron. Ma la macronette che sferruzza al meglio e più di tutti è Berlusconi, il cavaliere Silvio, chansonnier di solida schiatta.

Anche il partito di Berlusconi in Francia, il partito gollista – se mai zio Silvio avesse un partito –, è stato spazzato via. Macron, figlio delle banche, cugino dei tecnocrati, nipote di Angela Merkel nonché marito della bella Brigitte, ha fatto tabula rasa. Macron, rispetto all’estetica della bella destra che fu, quella delle Nicole Minetti per fare un esempio, è fuori target, ma Parigi val bene una Genoveffa.

A proposito di Genoveffa. In tutto questo fiorir di macronettes, c’è comunque Maria Elena Boschi e lei, secondo voi, s’accoda alla Marsigliese o si prepara una fuga all’inglese? È sempre lì, o lì o là, è la sentenza di Giufà.

Testo tratto dalla rubrica “Olì Olà” in onda su La7 durante Faccia a faccia, domenica in prima serata

Foto Ansa

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