Oh-oh, il M5S di Grillo si sta sgonfiando? Scaramucce da asilo, flop parlamentarie e sondaggi sottotono

«Se per le Parlamentarie hanno votato in 20 mila, alle Regionarie che si fa? Non facciano meglio ad organizzare una tombola giù in parrocchia?”», scrivono i sostenitori. E pure i media di sinistra diventano critici

Oh-oh, il Movimento cinque stelle di Grillo si sta sgonfiando? Un po’ sì, almeno a giudicare dall’irascibilità del suo “non leader”, dal flop delle parlamentarie, dalle beghe locali e dai sondaggi in calo.

PARLAMENTARIE FLOP. Sul suo blog, il comico ha fornito i dati delle parlamentarie: «I dati finali delle Parlamentarie del M5S. I capolista donne sono stati pari al 55%. Hanno votato per le liste 20.252 persone su 31.612 aventi diritto iscritti al M5S entro il 30/9/2012 con i documenti di identità digitalizzati. I voti potenziali, tre preferenze per votante, erano 94.836 e i voti espressi per le liste 57.272». Ma, come fa notare il sito Huffington Post (gruppo Espresso), si tratta di un mezzo flop: «Poco più di 20mila voti. “Ma non è un flop, è stato un successo di democrazia” scrivono alcuni attivisti. Altri ribattono con ironia: “Se per le Parlamentarie hanno votato in 20 mila, alle Regionarie che si fa? Non facciano meglio ad organizzare una tombola giù in parrocchia?”».
Interessante è notare, en passant, un certo atteggiamento molto critico dei media di sinistra nei confronti di Grillo che, negli ultimi mesi si è fatto sempre più ricorrente. Ricordate  i giorni del Vaffa day e la grande risonanza che veniva dato ad ogni iniziativa del comico? Ricordate i tappeti rossi per ogni suo colpo di tosse? Ecco, da qualche mese a questa parte (e con l’avvicinarsi delle elezioni) i tappeti rossi sono stati ritirati.

BEGHE LOCALI. A livello locale, dopo i casi Favia e Salsi, è esploso l’altro giorno il caso Pirini, militante di Forlì cui è stato ritirato il permesso di usare il simbolo del movimento. «Grillo è solo un blog», ha scritto con perfidia. E, oggi, litigio (sempre via internet – i grillini non si parlano a voce). Massimo Bugani, capogruppo dei Cinque Stelle in comune a Bologna, ha detto che «il vomito costante umilia i militanti» del partito di Beppe Grillo; Federica Salsi gli ha risposto su facebook «prima ringhio… poi vomito… si chiama “favella”, facoltà di parlare e basterebbe un quoziente intellettivo minimo per capirlo». Robe da asilo, insomma.

SONDAGGI. In attesa dei voti veri, ci si può affidare ai sondaggi. Che, secondo alcuni istituti come Ipsos a Emg, vedono i grillini in calo. Da un 20 per cento cui erano accreditati solo qualche tempo fa, sono scesi al 16, superati persino da un tremebondo Pdl.