Non sottraeteci quel Corpo. Lasciateci celebrare la Messa di Pasqua

«Non lasciate che la Messa sia equiparata a un concerto. È pane, vino, ne abbiamo fame». Lettera aperta del poeta Davide Rondoni ai Vescovi italiani

Papa Francesco durante la benedizione Urbi et Orbi straordinaria nell'emergenza coronavirus

Ai Vescovi italiani

Dando voce al cuore di molti, peccatore e senza voler creare divisione o scandalo, rivolgo una supplica che è anche grido: lasciateci celebrare la Messa di Pasqua. Lo chiedo ai nostri Vescovi che sono custodi della fede, non della legge.

È singolare che per legge sia consentito (con adeguate misure) andare dal tabaccaio o dal profumiere e non accostarsi al Corpo di Cristo, come se anche Lui, quel corpo amato e desiderato più di ogni altro da chi ha fame di vita, e quanta oggi ci invade, dovesse sottomettersi alla sottrazione dolorosissma di corpi che vediamo nella distanza, nella morte solitaria, nella sparizione.

Ma non è possibile davvero organizzarsi con molti turni di messe per poche persone? Chiese che sono sempre semivuote non strariperanno… Lo si sta facendo per le opere di carità, non si può farlo per la liturgia di Pasqua? Con mail di prenotazione o altro? Con accorgimenti che qualunque fedele accetterebbe pur di baciare, mangiare quel Corpo amatissimo e divino, Corpo risorto mentre tutto parla di corpi morti?

Quale scompiglio si creerebbe mai nel fare turni, in pochi, a ripetizione? Chiedendo ai sacerdoti di compiere il loro primo ministero in modo estremo, speciale. E anche che consolazione sarebbe per tanti, che non potrebbero farlo, sapere che altri lo fanno.

A questa sottrazione non concorre forse una strisiciante ma potente “protestantizzazzione” della stessa nostra fede e di ciò in cui crediamo? Ridotta a sermone, a rito, addirittura a scenografia. Come se bastassero le parole, sagge, illuminate.

No, come ha mostrato il Papa nel suo atto di umile preghiera, al centro c’è quel Corpo Divino. Non sottraetecelo, Vescovi. Non lasciate che sia equiparata la Messa a un concerto, a una conferenza, a qualcosa di meno necessario di qualche etto di formaggio. È pane, vino, ne abbiamo fame, indegni e anche scossi come siamo in questa circostanza.

Si può trovate il modo, faremo tutti dei sacrifici per questo, ma non sottraetecelo.

È Pasqua.

Davide Rondoni

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Foto Ansa