«Non sappiamo come andare avanti»: il caso degli Smith e di altre 10 milioni di famiglie in Inghilterra

Una ricerca dell’associazione inglese Which? mostra che negli ultimi sei mesi più di dieci milioni di famiglie hanno fatto fatica a sbarcare il lunario, oltre due milioni non hanno pagato la rata del mutuo, più di un milione ha fatto pagamenti allo scoperto.

«Ci vorrà più tempo del previsto per sistemare i conti inglesi e uscire dalla crisi». Lo ha detto alla Bbc il ministro delle Finanze inglesi George Osborne, che si era prefissato come obiettivo di cominciare ad abbassare il debito pubblico del paese a partire dal 2015. Che l’Inghilterra sia in forte difficoltà per la crisi economica lo dice anche un dato di economia reale: più di dieci milioni di famiglie non riescono a sbarcare il lunario.

MILIONI NON RIPIANANO I DEBITI. Lo rivela un’indagine dell’associazione di consumatori inglesi Which?, secondo cui un terzo delle famiglie inglesi negli ultimi sei mesi non è riuscito a risparmiare. Peggio ancora, 2,3 milioni di famiglie non hanno ripianato i debiti contratti o pagato la rata del mutuo, mentre 1,5 milioni di famiglie hanno fatto pagamenti allo scoperto. Le difficoltà delle famiglie inglesi non fermeranno però le misure di austerità del governo inglese, che mercoledì prossimo annuncerà un nuovo piano di tagli delle spese e aumento delle tasse.

TANTI COME I CONIUGI SMITH. Tra le famiglie che non riescono più a far fronte ai costi e ai debiti c’è quella degli Smith. James ha 36 anni e lavora al Comune di Leicester, Mary Adams ne ha 35 e fa un part-time all’Holiday Inn. «Tra prestiti e interessi dovuti – spiega James al The Independent – spendiamo circa 600 sterline al mese, lo stesso paghiamo mensilmente per le spese dei nostri figli, di tre e sette anni. Così riuscivamo a sopravvivere, ma da quando mi hanno abbassato lo stipendio di 200 sterline non sappiamo come andare avanti». James e Mary Adams sono andati a chiedere aiuto all’associazione “Cristiani contro la povertà”, che aiuta le famiglie a gestire i debiti e a ripagarli. «Ci stanno aiutando, così almeno la pressione diminuisce ma non avendo risparmi da parte su cui fare affidamento, siamo in forte difficoltà».