No Tav. Anche gli atti vandalici contro il bar di Chiomonte sono “legittimo sabotaggio”?

«Giuda, svendi la valle per 30 caffè» è la scritta comparsa su un esercizio “collaborazionista” che serve i lavoratori del Tav. Sono solo “parole contrarie”, direbbe Erri De Luca

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Rientrerà nel “legittimo sabotaggio” à la Erri De Luca l’assalto della scorsa notte al bar di Chiomonte “reo” di fornire la colazione agli operai delle ditte impegnate nei lavori della Torino-Lione? «Giuda, svendi la valle per 30 caffè», è la scritta realizzata sulla vetrina del bar “Paprika”, lungo la statale 24, che che da circa due mesi ha stipulato una convenzione per offrire il servizio ai lavoratori.
I “vandali” hanno anche distrutto la vetrina e danneggiato il dehor.

L’episodio si inscrive in una lunga trafila di opposizione (intimidazione?) a quelli che i No Tav definiscono “collaborazionisti”: gli albergatori che ospitano le Forze dell’Ordine nello loro strutture, le aziende locali coinvolte nel cantiere (operai compresi) e gli imprenditori dialoganti (con tanto di foto sui siti dell’area trenocrociata).

Persone che hanno la colpa di cercare di fare il loro lavoro. Come i baristi vittime dell’ultimo fatto.
«Serviamo il caffè a tutti, così facendo si danneggia soltanto una famiglia della valle», commenta la titolare dell’esercizio commerciale, Lucrezia Bono, 24 anni, consigliera comunale a Chiomonte e già presidente dell’associazione locale Imprendoc.
Scritte sono comparse anche sui muri di alcune case abitate da alcuni mesi dagli operai della Tav, come «qui vivono i devastatori della valle» e «la valle venduta per trenta denari».

Tutte “parole contrarie” (per rimanere al lessico di De Luca)? Tutto normale?

Foto Ansa

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