Nigeria, rapito decano dei vescovi anglicani: chiesto riscatto da 61 mila dollari

Dell’arcivescovo Ignatius Kattey non si hanno notizie dal 6 settembre. Nel paese continuano le violenze contro i cristiani fomentate dagli islamisti Boko Haram

Continuano le ricerche in Nigeria per trovare l’arcivescovo Ignatius Kattey, decano dei vescovi anglicani e responsabile della diocesi nord del Delta del Niger, rapito lo scorso 6 settembre mentre si dirigeva a Port Harcourt, nel sud del Paese. Secondo i media locali si tratta di un sequestro politico e i rapitori si sarebbero fatti vivi chiedendo un riscatto pari a 61.500 dollari.

«VIOLENZA INUMANA». Non si fermano intanto gli omicidi dei cristiani: domenica scorsa un gruppo di musulmani di etnia Fulani ha sterminato una famiglia cristiana di cinque persone nel villaggio di Kungte, Stato di Plateu. Un altro cristiano è stato ucciso mentre tornava al villaggio durante l’attacco. Il Commissario per l’informazione, Yiljap Abraham, ha definito la violenza «inumana e irrispettosa della santità della vita». Nonostante dietro gli scontri etnici ci siano spesso furti di bestiame, si pensa che il gruppo terrorista islamico Boko Haram, che ha come obiettivo la cacciata dei cristiani dal nord della Nigeria, abbia fomentato gli omicidi.

LICENZIATI NOVE MINISTRI. Sotto pressione per la crescente instabilità che invade il Paese, il presidente cristiano Goodluck Jonathan ha sollevato ieri dall’incarico nove ministri, che saranno sostituiti nei prossimi giorni. Secondo alcuni analisti la decisione di Jonathan, in carica da due anni, è dettata dalle prossime elezioni, che avranno luogo nel 2015.