Nigeria. Boko Haram massacra i civili: «Non collaborate con l’Onu»

I terroristi islamici hanno compiuto due nuovi attentati nel nord, compreso a Monguno, dove si trovano molte Ong internazionali. Sono quasi 150 le vittime in una sola settimana

Nello stato di Borno, in Nigeria, sono morte 29 persone per il coronavirus (407 in tutto il paese), ma Boko Haram in una settimana ne ha uccise quasi 150 in tre diversi attacchi che hanno gettato nel panico la popolazione. Dopo il devastante attentato nel villaggio di Faduma Koloram, dove il bilancio delle vittime è salito a 81 decessi, la fazione legata allo Stato islamico (Iswap) ha colpito a Monguno, dove si trova una base delle Nazioni Unite e di molte altre organizzazioni internazionali, e a Nganzai. Nei due attacchi sono rimasti uccisi almeno 40 civili e 20 soldati, riporta la Bbc.

«NON COLLABORATE CON LE ONG»

A Monguno i terroristi islamici sono arrivati in forze e con «armi pesanti», tra cui molti lanciarazzi. Dopo aver avuto la meglio sull’esercito nigeriano, hanno compiuto una strage di civili. I jihadisti hanno poi distribuito volantini ai residenti nella lingua locale hausa per ricordare loro di non collaborare con l’esercito né con organizzazioni internazionali. L’Iswap si è finora differenziato da Boko Haram perché non colpisce i civili, a meno che non aiutino le «forze straniere», le Ong e l’esercito.

VILLAGGI RASI AL SUOLO IN PIENO GIORNO

L’impressione che il governo, attivissimo nel mostrare al mondo la capacità della Nigeria di contrastare il Covid 19, non faccia abbastanza per contrastare Boko Haram è sempre più diffusa. Prima della strage a Faduma Koloram, gli abitanti del villaggio, accusati di informare i militari degli spostamenti dei terroristi, avevano più volte avvertito il governo che i miliziani si mostravano sempre più spesso. Ma nessun contingente è stato posto a difesa della popolazione del villaggio, che è stato letteralmente raso al suolo in pieno giorno.

Foto Ansa