Nepal, diffondo il vangelo. Arrestati

Sette cristiani sono stati accusati di diffondere materiale religioso e di costringere alla conversione degli indù. La mobilitazione dei fedeli per farli tornare liberi

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Hanno diffuso il Vangelo tra 885 studenti nepalesi e sono stati arrestati. È successo ai due presidi della scuola Mount Valley Boarding e della Modern Nepal e a cinque membri dell’organizzazione cristiana, Teach Nepal, operanti nel distretto di Dolakha durante un’attività extracurricolare. L’accusa rivolta al personale è quella di tentativo di conversione degli indù alla fede cristiana.

IL CASO. L’International Christian Concern (Icc), che monitora le persecuzioni cristiane nel mondo, ha dichiarato che «la polizia li ha trattati come se fossero dei criminali, mettendo a tutti le manette. E l’ufficiale che li ha arrestati si è rifiutato di ascoltare chiunque, rendendo la loro vita un inferno».
Secondo le ricostruzioni, ai sette arrestati è stato chiesto di firmare dei documenti in cui si riconoscevano colpevoli, ma loro si sono rifiutati spiegando che non stavano forzando nessuno alla conversione, ma che miravano solo alla condivisione della propria fede.

CONVERSIONI. Il Nepal ha da poco modificato la propria Costituzione e, all’articolo 26, si dice che è vietato convertire le persone. Già alla vigilia della riforma, i cristiani avevano espresso la loro preoccupazione per l’ambiguità della norma che rischia di ledere il diritto alla libertà religiosa e di espressione.
Se nel 2011 il numero dei cristiani si aggirava intorno ai 375 mila, i leader cristiani del paese, insieme all’International Institute for Religious Freedom, sono convinti che le cifre ormai si aggirino intorno ai 2.3 milioni. E se il governo ha dichiarato che la fede cristiana sta crescendo a un tasso del 1.5 per cento, le cifre qui riportate parlano di un tasso del 10.

LE MINACCE. La comunità cristiana in Nepal sta lavorando per la scarcerazione. Anche se le tensioni sono continue. Lo scorso settembre, ad esempio, l’organizzazione estremista indù Morcha aveva minacciato i cristiani accusandoli di corruzione e chiedendo loro di lasciare il paese: «Da oggi Morcha dichiara il Nepal una nazione indù senza cristiani. Avvertiamo tutti i leader cristiani e ci appelliamo a tutti coloro che si sono convertiti affinché tornino a casa».
A un anno dall’approvazione della Costituzione i timori e le minacce si sono concretizzati. «Oggi – ha continuato l’Icc – i nepalesi cristiani hanno visto le loro paure farsi reali con sette cristiani passati all'”inferno” semplicemente per aver condiviso la loro fede. Nessuno dovrebbe temere l’arresto e la detenzione per il fatto di condividere la propria fede. L’Icc chiede l’immediato rilascio di questi sette cristiani e al Nepal di rivedere e modificare l’articolo 26 della Costituzione che vìola chiaramente la libertà religiosa di tutti i cittadini».

Foto Ansa

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