Una neonata brandita come un’arma. Una foto spiega la disperazione dei migranti in Grecia

Il migrante, fuori di sé, protestava nel Pireo perché non voleva essere trasferito in un altro centro, dal quale poi dovrà partire forzatamente per la Turchia

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È il ritratto del dramma dei migranti. Un profugo che brandisce una neonata nel porto più grande della Grecia, quello del Pireo nella capitale, e minaccia di scagliarla contro la polizia. Le immagini dei filmati e gli scatti fotografici riprendono l’uomo, fuori di sé, che protesta perché non vuole essere trasferito in un altro centro, dal quale poi dovrà partire forzatamente per la Turchia.

TENSIONE ALTISSIMA. La protesta ad Atene è scoppiata quando la polizia ha informato 4.700 rifugiati che saranno trasferiti in tre diversi centri. L’incidente è solo un esempio della tensione altissima che serpeggia tra i 53 mila migranti che si trovano in Grecia come in un limbo e sono sparsi nell’area del Pireo e negli accampamenti al confine (sbarrato) con la Macedonia.

ACCORDO UE-TURCHIA. Tutti condividono un comune destino: in base all’accordo tra Unione Europea e Turchia, saranno registrati caso per caso e poi rimandati indietro ad Ankara. Dalla Turchia i siriani che hanno diritto di asilo, fino a un massimo di 72 mila, saranno accolti in Europa. Gli altri invece dovranno arrangiarsi in qualche modo. Da qui la disperazione di tanti, che dopo aver attraversato a rischio della vita l’Egeo, in questi mesi aveva sperato di poter accedere al suolo comunitario. Lunedì 202 migranti sono partiti dalla Grecia per le coste turche. La maggior parte di loro proveniva dal Pakistan.

PROTESTE DISPERATE. L’uomo preso dalla rabbia che stava per scagliare la neonata contro la polizia è stato fermato da altri profughi, che l’hanno bloccato in tempo, gli hanno tolto dalle mani la bambina che piangeva e l’hanno restituita alla madre. Non è chiaro se lui fosse il padre. Questa non è però l’unica protesta: mercoledì un pakistano ha cercato di impiccarsi nell’isola di Lesbo su un traliccio del telefono, prima che un altro migrante si arrampicasse e lo salvasse.

PAPA FRANCESCO. La speranza dell’Unione Europea è che l’accordo freni altri migranti dal compiere la traversata verso la Grecia. Dal 20 marzo, chiunque arrivi sulle coste illegalmente viene portato direttamente nei centri di detenzione. Prima dell’accordo, ogni giorno sbarcavano fino a mille profughi. Martedì, ne sono giunti solamente in 68.
La Chiesa si sta dimostrando sempre più vicina al dramma dei migranti. Papa Francesco sarà a Lesbo il 16 aprile con il patriarca ecumenico ortodosso di Costantinopoli Bartolomeo. L’invito è stato rivolto ad entrambi dall’arcivescovo ortodosso di Atene e di tutta la Grecia Hyeronimus.

Foto Ansa/Ap


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