Multa Mondadori-Cir, chiesto sconto di 75 milioni. Per Berlusconi un sospiro di sollievo (facciamo mezzo)

Per il pg della Cassazione l’indennizzo da pagare alla Cir dei De Benedetti per il Lodo Mondadori «va ridotto, anche se di poco». Poi restano tutti gli altri processi

Non passano nemmeno quattro giorni dalla condanna a sette anni di carcere nel processo Ruby, che Silvio Berlusconi è già tornato a preoccuparsi delle decisioni dei magistrati nei confronti suoi e del suo patrimonio.
Il leader del Pdl, l’essere umano «più processato del mondo», come dice di se stesso (una trentina, i procedimenti penali all’attivo, di cui quattro attualmente in corso), concluderà la settimana con ben tre appuntamenti in tribunale. Oltre al caso Ruby, oggi si è conclusa la prima sessione dell’udienza preliminare al Tribunale di Napoli sulla presunta compravendita di senatori e l’audizione in Cassazione per i 564 milioni che Mediaset è stata condannata a versare alla Cir della famiglia De Benedetti, patron di Repubblica.

NAPOLI. Nella prima udienza preliminare al Tribunale di Napoli per la compravendita di senatori, ha parlato Sergio De Gregorio. L’accusatore di Berlusconi, passato dall’Italia dei Valori nelle file del Pdl nel 2006 (operazione che gli valse la presidenza della Commissione Difesa al Senato), stando alla teoria della procura di Napoli, avrebbe ricevuto illecitamente dei denari da parte dell’ex premier in cambio del suo comportamento trasformistico. Il gup Amelia Primavera, che oggi ha ascoltato l’ex senatore, già sotto inchiesta per riciclaggio di denaro e associazione a delinquere dalla procura partenopea, dovrà decidere se Berlusconi debba essere rinviato a giudizio.

ROMA. Il secondo appuntamento di oggi ha riguardato un procedimento civile culminato in appello con una sentenza che obbliga Mondadori di Berlusconi a corrispondere un maxi-risarcimento di 564 milioni di euro alla Cir della famiglia De Benedetti. Il procuratore generale Pasquale Fimiani ha ribadito che la sentenza è giusta ma che «l’indennizzo va ridotto, anche se di poco», ovvero del 15 per cento. L’azienda di Berlusconi potrà risparmiare circa 75 milioni di euro. Sempre meglio di niente. La parola passerà alla Corte, che entro la fine dell’ann, dovrà decidere se accogliere la richiesta del pg, limitarsi a confermare la sentenza d’appello, oppure annullare il processo.

ALTRI PROCESSI. Oltre a Ruby, e a un procedimento penale per diffamazione aggravata nei confronti di Antonio Di Pietro, Berlusconi attende il secondo grado di giudizio nel caso Unipol, nel quale è stato condannato a 1 anno di carcere per violazione di segreto d’ufficio, e il processo Mediaset, per il quale si aspetta soltanto la sentenza definitiva della Cassazione. Se la legittimità della sentenza dovesse essere confermata dai giudici di terzo grado, Berlusconi sarebbe condannato a 4 anni di reclusione e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, per evasione fiscale.