L’identikit dell’ex infermiera poco ferrata in teologia e molto solidale con le ideologie gender e green, la “morte” della Comunione anglicana, la verità di Chesterton. Rassegna ragionata dal web
L'arcivescovo di Canterbury, Sarah Mullally, in visita a Roma insieme a papa Leone XIV (foto Ansa)
Iacopo Scaramuzzi parla su Repubblica dell’incontro avvenuto lunedì in Vaticano tra il nuovo arcivescovo di Canterbury, primate della Chiesa d’Inghilterra, e Leone XIV:
«Ieri Leone XIV ha ricevuto la prima donna a guidare la Chiesa anglicana, Sarah Mullally. […] Gli anglicani ordinano anche le donne al sacerdozio e all’episcopato, per il Vaticano è tabù. La novità è recente e ha creato uno scossone all’interno della Comunione anglicana, 100 milioni di fedeli presenti in 165 paesi. Le prime sacerdotesse furono ordinate nel 1994, solo nel 2015 è stata consacrata la prima donna vescovo e, dal 28 gennaio scorso una di loro, Sarah Mullally appunto, è la prima primate anglicana: sposata e con due figli, 64 anni, ha lavorato da infermiera nella sanità pubblicata britannica».
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Dopo l’insediamento di Mullally, il 25 marzo scorso, Lucetta Scaraffia aveva dichiarato in un’intervista alla Stampa:
«La nomina della Mullally, più che una svolta epocale per le donne, mi sembra segni una penosa...
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