Milano/ Serravalle: deserta l’asta, Comune rischia buco da 170 milioni

Come previsto dall’ex assessore al Bilancio Giacomo Beretta, in un’intervista a Tempi.it, l’asta del Comune per vendere le quote di Serravalle è andata deserta. Ora il Comune rischia un enorme buco in bilancio. Beretta: «Quando Tabacci ha detto che la cifra di 170 milioni era troppo alta, è come se avesse dichiarato al mercato: non comprate le quote»

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Nessuna impresa si è fatta avanti per acquistare, al prezzo proposto dall’amministrazione comunale, il 18% delle azioni Serravalle di proprietà del Comune di Milano. L’asta è andata deserta e la conseguenza è grave: un buco in bilancio di oltre 170 milioni di euro. Dell’ipotesi di creare una newco unendo le quote di Comune e Provincia, come proposto qualche mese fa dalla giunta Pisapia, ancora non si sa nulla.

Quella di vendere le quote di Serravalle di proprietà del Comune è un’idea della giunta Moratti, che per evitare di ritrovarsi ad alzare le tasse o ad avere un buco nel bilancio aveva deciso l’anno scorso di cederle per 170 milioni di euro. Ma, come scritto a luglio dall’ex assessore al Bilancio Giacomo Beretta su Tempi, «l’onorevole Bruno Tabacci (…) in campagna elettorale tuonò dicendo che la nostra stima di 170 milioni di euro era troppo bassa, una svendita ingiustificabile, mentre oggi sostiene che a quel prezzo non si troverebbe nessun acquirente, posizione dunque quantomeno contraddittoria».

Dopo aver paventato l’idea di non meglio precisate Newco con la Provincia, l’attuale assessore al Bilancio di Milano, Tabacci, ha deciso di mantenere l’asta, che però, come previsto sempre da Beretta in un’intervista a Tempi.it, è andata deserta: «Quando Tabacci ha detto che la cifra di 170 milioni era troppo alta, è come se avesse dichiarato al mercato: non compratela. Perché le quote dovrebbero diventare più appetibili se si fa una newco? La verità è che hanno criticato le nostre proposte, hanno lanciato alla città grandi sogni ma poi prevarrà il realismo e finiranno con il realizzare i nostri stessi progetti».

E forse neanche quelli, a giudicare dagli aumenti delle tariffe già decisi dalla giunta Pisapia e dagli ultimi sviluppi della vicenda Serravalle: l’inquietante mancanza di acquirenti.

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