Milano: Sea quotata in Borsa. Rizzo contro Pisapia: «I beni pubblici non si svendono come pomodori»

Il presidente del Consiglio Comunale Basilio Rizzo contro tutta la giunta e la maggioranza, che ora è spaccata: «i beni pubblici non si vendono come fossero pomodori al mercato».

Dopo una seduta di quasi 28 ore, il Consiglio comunale ha approvato con 25 voti a favore e 2 contrari la delibera Sea-Serravalle. La parte di Sea posseduta da Comune verrà quindi quotata in borsa. Al di là delle questioni meramente economiche, a uscirne con le ossa rotte è soprattutto la maggioranza. Non soltanto il Pdl e la Lega Nord hanno lasciato l’aula al momento del voto, assieme ai consiglieri del Movimento Cinque Stelle e a Marco Cappato (Radicali), ma anche la Sinistra per Pisapia ha votato contro la delibera che prevede la quotazione in borsa e la vendita congiunta con la Provincia. Il motivo lo hanno spiegato in una dichiarazione Antonello Patta, portavoce provinciale della Federazione della Sinistra, Basilio Rizzo (nella foto), presidente del Consiglio comunale di Milano e Massimo Gatti, capogruppo in Provincia di Milano della Lista un’Altra Provincia – Rifondazione Comunista – Comunisti Italiani. Con la decisione del Comune «si è definitivamente conclusa la scelta di privatizzare totalmente la Serravalle».

RIZZO CONTRO TUTTI. Rizzo ha spiegato di non condividere affatto «la scelta di dismettere beni pubblici, lasciati a noi dalle generazioni che hanno fatto la storia di questa città, che non possono essere svenduti unicamente per fare cassa come fossero pomodori al mercato da questa o quell’altra amministrazione». Anche Raffaele Grassi (Idv) ha espresso voto contrario. Compatto il Pd, anche se il capogruppo Carmela Rozza ha invocato «un chiarimento interno» da farsi a voto ultimato. È la posizione della Federazione della Sinistra a destare scalpore. Anita Sonego era assente dall’aula (per motivi familiari). Basilio Rizzo ha cercato di tenere il 50,1% della società sotto il controllo pubblico e ha parlato di «mancanza di rispetto». All’inizio si era infatti detto (informalmente) che con la quotazione in Borsa il Comune avrebbe ripreso il controllo di Sea.

IL CONSENSO DI GAMBERALE. «Stando ai conteggi delle quote, invece, qualsiasi decisione ora dovrebbe essere presa col consenso di Gamberale. Si dica che abbiamo stipulato in passato degli accordi con F21 all’atto della vendita, e che li dobbiamo tradurre». Infine una stoccata a Sel: «Il vostro elettorato non sarà contento di questo vostro sdraiarvi sull’amministrazione». A Rizzo ha risposto il giovane consigliere di Sel Luca Gibellini: «Non ci interessa la polemica sterile e infondata su quanto il nostro partito sia critico o sdraiato sulle posizioni del sindaco, posizioni che abbiamo l’ambizione di costruire insieme all’amministrazione: come dovrebbe fare qualsiasi soggetto politico di maggioranza a Milano».

«PENOSE SCENEGGIATE». Drastico anche Pierpaolo Pecchiari (Forum Economia e Finanza Sel), che in una nota prima ammette che «la giunta non pare avere le idee molto chiare, né sugli investimenti da effettuare nel prossimo futuro, né sulla sua strategia complessiva riguardo alle partecipate», poi punta il dito contro  le «penose sceneggiate cui ci hanno fatto assistere alcuni esponenti di maggioranza». Addirittura accusa Basilio Rizzo di essere stato, ieri sera «poco lucido», vista la seduta «difficile e impegnativa». Perciò «lo perdoniamo: sappiamo che era in buona fede. Anche se troviamo singolare che si preoccupi del nostro elettorato chi un suo non ce l’ha più».