Milano. Se i grillini al ballottaggio «guardano a Parisi»

Ammette Corrado: «Tra i nostri simpatizzanti percepiamo la tendenza a scegliere Parisi per danneggiare Renzi». Lupi ottimista: «Al ballottaggio affluenza superiore»

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

milano-elezioni-parisi-sala-corrado-ansa

In vista del ballottaggio del 19 giugno contro Beppe Sala, oggi Stefano Parisi sarà rimasto contento di apprendere da Gianluca Corrado, il candidato del Movimento 5 Stelle, che «una parte dei nostri elettori guarda a lui». La compagine grillina infatti ha raccolto un buon 10 per cento di voti al primo turno, e al secondo, si sa, ogni consenso è prezioso.

«DANNEGGIARE RENZI». L’ammissione di Corrado è contenuta in una intervista al Corriere della Sera Milano. Il candidato grillino ribadisce che il M5S non darà indicazioni e del resto lui stesso rivela di avere «rispedito al mittente ogni avance», avance che a quanto dice lui stesso ci sono state sia dal fronte Sala che dal fronte Parisi. Secondo Corrado gli attivisti probabilmente non si schiereranno perché «sono tutto sommato fedeli alle indicazioni che arrivano dal Movimento». Ma «soprattutto tra i simpatizzanti», spiega il leader grillino senza tuttavia fare stime numeriche, «percepiamo una certa propensione» verso Parisi. E la ragione è «il sentimento anti-Renzi» che «tra la nostra gente si fa prevalente», «lo scontro col Partito democratico» che «a livello nazionale in questi mesi è stato fortissimo». Per questo dunque «molti di quelli che tifano per noi stanno maturando la convinzione che la cosa più importante è danneggiare Renzi».

«NON CI SNATUREREMO». Del resto lo stesso Parisi, in una intervista al Corriere della Sera edizione nazionale, conferma per il ballottaggio di «guardare» agli elettori del M5S come si fa tra «interlocutori naturali», poiché, conferma il candidato del centrodestra, in effetti «Sala è Renzi». E con Corrado «ci siamo trovati d’accordo su molti temi a partire dall’autonomia di Milano dal governo. Sala, candidato di Renzi, non può garantirla». Ovvio però che trasformare la corsa a Palazzo Marino in uno schiaffo a Renzi è riduttivo per Parisi. Infatti, dice, «non cambieremo il nostro programma elettorale» per blandire l’elettorato pentastellato, «non sarebbe serio». Parisi vuole vincere per fare di Milano «una città moderna, tecnologica, che punta allo sviluppo e che guarda senza ipocrisie i problemi dell’immigrazione, della povertà, che vuole portare legalità». Il primo intento è insomma rappresentare «tutti i milanesi compresi quelli di sinistra non soddisfatti di come hanno lavorato il governo e Pisapia». Perché Sala non è solo Renzi. «Sala è» anche «Pisapia».

«AL BALLOTTAGGIO PIÙ ELETTORI». Stando a quanto riporta sempre il Corriere della Sera i leader della coalizione che sostiene Parisi sono ottimisti anche rispetto alla possibilità di ripescare consensi per il ballottaggio nel gran mare degli elettori che si sono astenuti al primo turno. La scelta di piazzare le elezioni proprio nella domenica del “ponte” del 2 giugno, infatti, secondo il centrodestra è stata presa da Renzi proprio per penalizzare gli avversari. Salvini dice: «Ho già ricevuto centinaia di contatti da persone che erano fuori Milano. Il recupero del non voto sarà fondamentale per il secondo turno». E Maurizio Lupi, capolista di Milano Popolare, conferma che «al ballottaggio andranno molti più milanesi che al primo turno».

UNA CHICCA PER TEMPISTI. Infine una notizia per i nostri aficionados: un riconoscimento del buon risultato di Amicone arriva perfino da uno dei giornali di riferimento del Pd (probabilmente il giornale di riferimento del Pd). Con i pochi mezzi a disposizione (praticamente zero) e nessuna esperienza politica alle spalle, il nostro ex direttore secondo Repubblica avrebbe contribuito a sancire – quanto meno a Milano – la supremazia dei moderati nel centrodestra. Nel capoluogo lombardo, scrive Carmelo Lopapa, Forza Italia «prende il doppio dei voti rispetto alla Lega (con tanto di Salvini nel simbolo): il 20,2 per cento contro l’11,7, col traino di Mariastella Gelmini, ma forse anche con l’aiuto di “Cl” (il direttore di Tempi Luigi Amicone in lista riceve 1.579 voti)».

Foto Ansa

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •