Quindi milanesi, chi volete come sindaco? Volete l’individuo abietto o volete Sala?

Natalia Aspesi di Repubblica legge Repubblica e scopre che al ballottaggio a Milano voterà Parisi solo chi ha «paura», a sinistra voterà chi vuole «benessere»

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Il Correttore di bozze è felice come un cane abbandonato sulla statale perché adesso può finalmente tornare a occuparsi di uno dei filoni giornalistici che più lo appassionano: l’affettuoso disgusto con cui i sinceri democratici osservano i cittadini come lui, egoisti, cafoni, ignoranti, sfigati e malvestiti, oltreché corrotti. In una parola: gli elettori di destra.

Ieri è stata la sempre equilibrata Natalia Aspesi, dalla prima pagina di Repubblica, a riversare tutta la sua stima sulla plebaglia che sta pensando di votare quel criptonazista di Parisi al ballottaggio milanese. «A leggere attentamente su Repubblica le analisi di Ilvo Diamanti», ha debuttato la Aspesi rivelando fin da subito le fonti inattaccabili delle sue preziose considerazioni, «si capisce che chi vota a destra teme la criminalità, i campi rom e gli immigrati e vuole il sostegno alle famiglie con basso reddito, sta insomma molto dalla parte leghista; mentre chi vota a sinistra si preoccupa della disoccupazione, dei servizi sociali e sanitari, della manutenzione delle strade, della lotta alla corruzione, della viabilità e del trasporto pubblico. In un certo senso meno politico e più preoccupato del benessere».

Dunque, cari milanesi che non sapete nulla di voi stessi poiché non avete letto attentamente le analisi di Ilvo Diamanti su Repubblica, eccovi sintetizzata l’alternativa che vi si pone dinanzi domenica prossima: chi vota Parisi è «molto leghista», e forse anche leggermente puzzone; chi vota Sala invece avrà solo «benessere». Ecco, ora sì che siete liberi di scegliere. Se volete passare per idioti fate pure.

Il Correttore di bozze, però, è corto ma corto per davvero, e non è detto che il concetto sia passato come deve. Grazie perciò a Natalia Aspesi che lo semplifica ulteriormente in questi esatti termini: «Con Parisi c’è la paura, con Sala la voglia di star meglio». È davvero semplice. Da una parte razzismo e muri, dall’altra ponti e prosperità. E adesso milanesi tocca a voi: dite sinceramente, volete il sindaco babau o quello bravo?

Tranquilli comunque, Natalia vostra è progressista per davvero e sa perfino mostrarsi tollerante (verrebbe da dire misericordiosa) verso i titubanti. Anzi, a quelli che non hanno ancora capito quanto sia peccaminoso votare Parisi il 19 giugno, ella regala ancora un poco di immeritata pazienza ricordando loro che il candidato di centrodestra sta rispetto al malvagio Salvini in un rapporto di «dipendenza, del resto ovvia».

A quanto pare, infatti, i risultati del primo turno (che hanno ridimensionato di molto il peso Carroccio nella coalizione) non sono influenti secondo le analisi lette attentamente dalla Aspesi su Repubblica, e dunque è «ovvio» che a Milano con Parisi comanderà la Lega. Anche perché Salvini «compare ad ogni ora su tutte le reti televisive con quel sorriso da paura» e quindi «si sa» che «non si può frenare» (eh?). Insomma, diciamola tutta. Scrive Natalia: «Se vince al ballottaggio, Parisi, che si dice molto democratico, dovrà per prima cosa cacciare rom e extracomunitari e non avrà molto tempo per altro». E voi, correttori di bozze, citrulli che non siete altro, volete forse condannare un pover’uomo a spianare baracche e manganellare zingari h24?

La Aspesi ha parole di comprensione anche verso gli straccioni che al primo turno hanno votato M5S. Perfino i loro 54 mila miserabili voti potrebbero ancora essere «preziosi» agli occhi della penna di Repubblica. A meno che lorsignori (signori si fa per dire), naturalmente obbedendo a «ordini superiori», non decidano di portarli «in massa», quei voti, all’immondo Parisi, nel qual caso essi dichiarerebbero «esplicitamente la loro natura qualunquista e un po’ di destra». E con quel «di destra» abbiamo detto tutto.

Quindi, cari elettori milanesi, ricapitolando. Se volete paura, brivido e sangue rom sulle strade, votate pure Parisi. Altrimenti… Beh, altrimenti, «se vince Sala, il suo compito sarà più difficile, perché dovrà essere all’altezza del sindaco Pisapia che, sempre sorridendo e mai una parolaccia, ha certamente migliorato la città in cui oggi persino i taxisti, non tutti ovvio, non sembrano più sempre inferociti». Certo, d’accordo, non sarà facile raggiungere di nuovo un tale livello di pace nel mondo armati solo di sorrisi e per giunta «senza mai una parolaccia». Ma cazzo, con l’aiuto di Ciccio Pasticcio ce la faremo.

Foto Ansa

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